Sestu.

Sfida Bullita-Taccori, due donne in lizza per il centrosinistra 

La corsa al voto di giugno è iniziata tra indiscrezioni e alleanze probabili 

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Di endorsement neanche a parlarne. E poco importa che i nomi di tre papabili si conoscano già, con un quarto dato in arrivo a stretto giro. Di certo in incubazione. Il tutto salomonicamente diviso tra gli schieramenti: due donne per la sinistra e altrettanti uomini a destra. Certezze, però, nemmeno una perché in politica equivale a mezza era geologica l’apertura delle urne tra più di due mesi, come accadrà a Sestu, e nel resto dell’Isola, con le Comunali 2026, programmate per il 7 e l’8 giugno.

Assetto regionale

L’aria elettorale, invece, si sente già. Anche solo nelle reazioni. Prova ne è la durezza con cui Fabio Pisu, consigliere comunale di opposizione e segretario cittadino del Pd, smentisce che la collega di partito e di scranno, Michela Mura, sia il nome di bandiera. Peraltro: lei stessa ha dato la disponibilità a correre per governare il Municipio. Ecco servita la retorica pre-voto: «Il tema del candidato sindaco – dice Pisu – sarà la fine del processo e non l’inizio, perché l'alleanza, il programma e il cambiamento sono fondamentali per vincere e voltare pagina». Su Mura, però, si ragiona. Lo fa anche Valentina Meloni a nome di “Progetto per Sestu”, la civica a Cinque Stelle con cui la consigliera venne eletta a fine 2020, in pieno Covid, insieme a Valentina Collu. «Stiamo lavorando a una nostra lista all’interno di una coalizione che ricalca il Campo largo in Regione», dice Meloni, quota M5S. Su Mura nessun mistero, invece, come nel pragmatismo femminile: «Con Michela (Mura), Fabio (Pisu) e Valentina (Collu) in questa consiliatura abbiamo studiato insieme e condiviso gli stessi ideali. Apprezzo la disponibilità di Michela» al ruolo di leader: se così sarà, «potrà contare sul nostro pieno appoggio».

L’alternativa

L’opzione dem non fa strappare i capelli nei partiti più a sinistra del Pd. Cioè Avs e la galassia ex Sel che nel tempo si era divisa anche tra gli Articolo1. «Noi – dice Guido Lai, referente di Verdi-Sinistra italiana – abbiamo in mente una nostra candidatura». La papabile alla carica di sindaca è «una donna, sulla cinquantina». Altro non dice Lai. «Siamo in attesa di una risposta anche da parte dell’interessata». La «discussione» è «aperta» pure per Anna Crisponi, ex assessora comunale. «L’obiettivo è arrivare a un nome unitario, gli incontri proseguono».

Fronte opposto

Due assessori uscenti sono le fiches su cui punta il centrodestra. Da una parte Matteo Taccori, titolare del Bilancio; dall’altra Massimiliano Bullitta, sua l’Urbanistica. L’uno è dei Riformatori, l’altro, che è pure vicesindaco dell’uscente Paola Secci, non più ricandidabile dopo due mandati, è un azzurro di Forza Italia. La coalizione non si è ancora messa d’accordo. Un passaggio andrà fatto nelle segreterie regionali perché Sestu è un Comune sopra i 15mila abitanti (viaggia intorno ai 20mila), con possibilità di ballottaggio il 21 e 22 giugno se al primo turno nessuno dei competitor (ma devono essere più di due) avrà raggiunto il 50 per cento più uno delle preferenze. Quanto basta per spostare su un ragionamento di coalizione l’indicazione del leader.

I Riformatori l’anno scorso non hanno scelto nell’Isola nessun candidato sindaco, i berlusconiani invece vogliano decidere quello di Olbia il prossimo anno. Il nome di Michele Cossa, il sestese col curriculum politico più lungo, poteva mettere d’accordo tutti. Ma l’ex parlamentare ed ex consigliere regionale dei liberal democratici si è tirato fuori dai giochi. Dovranno vedersela Taccori e Bullita. Chi vincerà, lo farà ai punti.

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