Regno Unito

Sfida a Starmer: «Londra nell’Ue» 

L’ex ministro Streeting si candida, ma vuole “aspettare” Burnham 

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Londra. Wes Streeting non si tira indietro e annuncia di essere pronto a correre - a tempo debito - per la leadership laburista. Nessuna pausa nel weekend dunque per il “political drama” in corso nel Regno Unito dopo le catastrofiche elezioni locali del 7 maggio per il Labour al governo, ora scosso da un terremoto interno che sembra avviare il countdown per la fine della leadership di Keir Starmer e di conseguenza della sua permanenza a Downing Street.

L’intervista

Streeting, moderato neo-blairiano ministro della Salute, si è dimesso giovedì affermando di aver «perso la fiducia» nel primo ministro, che intanto ribadisce alla base del partito, ai britannici e al governo riunito la ferma intenzione di rimanere al suo posto. Ma il partito ribolle e, con l’annuncio di Streeting, la corsa può di fatto dichiararsi aperta. «Abbiamo bisogno di una vera competizione (all’interno del Partito Laburista) con i migliori candidati in lizza, e io mi candiderò», ha detto il 43enne. Streeting ritiene di avere l’appoggio necessario nel gruppo parlamentare laburista, cioè almeno 81 firme, ma vuole aspettare che «tutti» i potenziali candidati possano competere. Leggi: Andy Burnham, il popolarissimo sindaco di Manchester dato che per candidarsi deve prima tornare a Westminster come deputato. Una prima corsa che considera la «prima tappa» della sua lotta per cambiare il Labour e il Paese, ha detto in un’intervista ad Itv dopo il via libera del partito alla sua candidatura nel nel collegio di Makerfield lasciato libero per lui da Josh Simons. Le elezioni suppletive dovranno tenersi entro fine anno.

Retromarcia su Brexit

Così si prospetta una competizione aperta più che un passaggio di consegne forzato dall’urgenza, come accadde nell’avvicendamento di ben tre premier conservatori (Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak) contribuendo ad indebolire i Tory poi battuti dal Labour nel 2024. E ieri Streeting sembrava indicare programma, auspicando «una nuova relazione speciale con l’Ue» e che il Regno Unito possa «un giorno» rientrare nell’Unione, aggiungendo che il futuro del Paese «è legato all’Europa» mentre definisce il divorzio da Bruxelles un «errore catastrofico».

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