Mosca. Hanno compiuto una settimana i massicci bombardamenti con missili e droni russi sull'Ucraina, che hanno preso di mira finora in particolare centri logistici, fabbriche di armi e porti sul Mar Nero. E all'orizzonte non si intravede una tregua. Anzi, il presidente Vladimir Putin ha sottolineato che le forze armate hanno ricevuto l'ordine di preparare «attacchi massicci contro le infrastrutture energetiche» come rappresaglia ai continui raid ucraini sulle raffinerie russe.
Anche Kiev fa sapere di volere intensificare gli attacchi, al punto che ha comunicato all'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale che lo spazio aereo russo è da considerarsi ormai “non sicuro”.
«Esortiamo tutti ad evitarlo», ha affermato su X il ministro degli Esteri, Andriy Sybiha, dopo che Volodymyr Zelensky aveva lanciato il medesimo avvertimento ad «ogni compagnia aerea che usa lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e ognuno che ancora usa i principali aeroporti della Russia: ci saranno droni nei cieli russi in una quantità che deve essere tenuta in considerazione».
Putin ha stigmatizzato le affermazioni ucraine come “terrorismo di Stato”. Ma il ministro dei Trasporti, Andrei Nikitin, ha assicurato che la Russia sta già prendendo le contromisure. Il presidente russo non ha escluso esplicitamente che la Russia possa colpire strutture militari britanniche anche nel Regno Unito in risposta alla fornitura da parte di Londra a Kiev di droni e missili impiegati per i raid in profondità sul territorio russo.
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