Alloggi popolari.

Settecento milioni dal Piano Casa 

Squitieri: «Risorse sufficienti per primo passo, frazionare immobili per fare più unità» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il Piano Casa muove i prossimi passi verso fronti sempre più operativi. A settembre è atteso il primo bando per recuperare gli alloggi popolari, con una dotazione di 700 milioni di euro. Risorse che, in questa prima fase, “non sono poche” per il commissario straordinario Felice Squitieri, che ha comunque sottolineato come una regia pubblica “deve tornare ad essere centrale”. L'obiettivo, secondo Squitieri, resta chiaro: riqualificare, rigenerare e dare possibilità ai territori.

Il programma

«Un’operazione - ha precisato il commissario -, che non può essere fatta domani mattina» ma che rappresenta un punto di partenza concreto. Un principio che non può fare a meno di un coordinamento serrato. Secondo Squitieri «non possiamo immaginare di operare da soli. Stato, mercato e i tecnici devono operare come un'unica cosa». I riflettori sul Piano Casa si sono accesi nel corso del Meeting di Rimini, ma durante il periodo estivo i lavori non si sono fermati. Lo scorso 11 agosto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato il commissario straordinario per definire le attività, con l'obiettivo di accelerare l'attuazione del Piano. Dalla ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico e dei fabbisogni abitativi sul territorio fino alla definizione degli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale. Tutti aspetti ben chiari a Squitieri che, nelle scorse settimane, non ha escluso la possibilità di poter aprire i primi cantieri del Piano Casa già prima di Natale.

Le nomine da fare

Resta ancora la nomina del subcommissario e di conseguenza di tutta la squadra, ma il percorso resta tracciato. «Dobbiamo andare incontro a quelle che sono le esigenze di una città», ha ricordato Squitieri, avanzando anche l'opzione di frazionare gli immobili di edilizia residenziale pubblica per poter riuscire a fare più unità immobiliari. Si tratta di «una delle cose che io farò», ha sottolineato, «ma che non cancellano le sfide ancora da affrontare». Una di queste è il limite del 5% alla partecipazione ai fondi immobiliari da parte dei capitali non istituzionali. In particolare, per il presidente di Confindustria Assoimmobiliare Davide Albertini Petroni il secondo aspetto rappresenta «un ostacolo alla realizzazione di nuovi interventi».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?