Tra politica e cittadini ci sono loro. Le associazioni. Una cerniera istituzionale che vigila anche sulle promesse di intervento. Dall’Anci alla Confcommercio, da Confersecenti a Coldiretti, si chiede di fare presto con la conta dei danni. E a stretto giro gli stanziamenti per la ricostruzione. Harry ha colpito infrastrutture pubbliche e aziende private.
«In queste ore – parla per i sindaci Daniela Falconi – la priorità assoluta è ancora la messa in sicurezza». Ma «l’auspicio è che la stessa celerità vista nella gestione delle emergenze possa accompagnare anche la fase successiva, con ristori rapidi e adeguati per i danni subiti. Così da permettere ai territori di tornare quanto prima alla normalità», dice la presidente dell’Anci.
Solo nel litorale di Cagliari, «sono almeno venti le imprese gravemente compromesse, con attrezzature distrutte, locali allagati e stagioni di lavoro cancellate in poche ore – fa sapere Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna –. La violenza della tempesta ha causato alle nostre imprese danni enormi che non possono essere affrontati con i normali strumenti. Chiediamo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per consentire interventi concreti nelle attività colpite». Da Fiba Confesercenti, il presidente Gian Battista Piana ribadisce «la vicinanza» dell’associazione «alle imprese balneari e alle comunità costiere che stanno affrontando ore difficili: ci arrivano segnalazioni di danni e situazioni che richiedono interventi rapidi». Coldiretti una verifica l’ha già fatta, attraverso «i soci – sottolinea il direttore Luca Saba –: le strade rurali sono da ripristinare». ( al. car. )
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