Via Cavour.

Serd, tre anni di stop “provvisorio” 

Appello di sindacati e parroco all’Asl: «Servizio essenziale, riattivatelo» 

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In via Cavour, davanti al pesante portone è rimasto un cartello con scritto “Ci siamo trasferiti in via dei Valenzani a Cagliari”.

Tre anni d’attesa

Risale a più di tre anni fa per un trasloco del Serd datato gennaio 2023, che sarebbe dovuto essere soltanto provvisorio e che invece sta diventando sempre più definitivo.All’epoca i locali in via Cavour erano stati considerati inadeguati ad ospitare ancora quel tipo di servizio ma di fatto da allora non è stata trovata nessuna sede alternativa. A farne le spese, sono prima di tutto, gli utenti che andavano a ritirare il metadone. Molti hanno rinunciato ad andare a Cagliari, perché privi di mezzi o impossibilitati a spostarsi e alcuni stanno vivendo di nuovo periodi difficili. Tre anni, che presto saranno quattro, sono duri da sopportare così i sindacati lanciano di nuovo l’appello chiedendo un’immediata riapertura.

L’appello

Lo fa la Cisna con il suo rappresentante Lucio Torru che è anche consigliere comunale. «I disagi di quelle che sono le fasce più deboli dei cittadini quartesi e dei paesi vicini sono enormi – dice – e, nonostante i ripetuti inviti da parte di organizzazioni sindacali e forze politiche, ancora il servizio sanitario non riesce a ripristinare un servizio indispensabile».

la Cisl Fp con il suo coordinatore territoriale Guido Sarritzu: «A distanza di anni, il Serd di Quartu è ancora chiuso – denuncia –. Un servizio sanitario fondamentale per le persone con problemi di dipendenza e per le loro famiglie che deve continuare a fare riferimento alla sede di Cagliari, lasciando scoperto un importante presidio di prossimità».

Il sindacato chiede alla Asl Cagliari e alla Regione di chiudere definitivamente «una storia fatta di trasferimenti, ipotesi e attese e di indicare una sede e una data certa per la riapertura del servizio a Quartu». Poi la conclusione: «Non possiamo accettare che un trasferimento nato come temporaneo diventi una condizione permanente. È una situazione che deve essere affrontata e risolta».

Il parroco

Il servizio tra l’altro rappresentava un punto di riferimento non solo per Quartu ma per un territorio che comprende Parteolla, Trexenta e Sarrabus-Gerrei e altri Comuni.Sulla questione interviene anche il parroco della basilica di Sant’Elena don Alfredo Fadda che purtroppo ogni giorno riceve persone in difficoltà. «Questo servizio deve tornare in città perché c’è chi per vari motivi a Cagliari non vuole o non può andare» dice, «purtroppo il problema della droga non solo a Quartu, è una ferita sempre aperta. Ci sono persone , che riconosci subito che stanno vivendo quel problema, che vengono a chiedere aiuto, e noi le indirizziamo ai vari servizi».

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