«Il Governo ripristini la mobilità in deroga, sostegno indispensabile per 310 famiglie»: un messaggio univoco è emerso dall’assemblea che si è svolta ieri mattina davanti ai cancelli della Sider Alloys, già teatro di anni di battaglie per il lavoro al tempo della vertenza Alcoa. All’appello dei metalmeccanici hanno risposto numerosi lavoratori in mobilità ma anche i dipendenti Sider Alloys e Gms in cassa integrazione, oltre ai rappresentanti istituzionali, tra cui consiglieri regionali, il Presidente della Provincia Mauro Usai e consiglieri provinciali, sindaci del territorio e la Chiesa. «La cancellazione della mobilità in deroga è inaccettabile, il colpo di grazia per centinaia di famiglie che già vivono da anni nell’incertezza di un lavoro che ancora non c’è – dice Renato Tocco, segretario territoriale della Uilm – con questa decisione assurda la situazione di tante persone diventa drammatica. Il Governo deve ripensarci». Tutti chiedono che si rifinanzi la mobilità. «Questo provvedimento va contro i lavoratori – dice Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil – chiediamo di essere convocati al più presto, sia per il futuro di questo stabilimento, che deve vedere un deciso cambio di rotta, sia per trovare una soluzione che ripristini la mobilità». In attesa della convocazione al Mimit, è arrivata la convocazione della presidente della Regione Alessandra Todde per mercoledì 18. A Cagliari andranno anche i lavoratori, per esprimere tutta la preoccupazione per una situazione sempre più ingarbugliata, a cui ora si è aggiunto anche la cancellazione della mobilità in deroga. «Eliminare la mobilità per così tante famiglie è una scelta politica grave – dice Giuseppe Masala, segretario territoriale della Fsm Cisl – in linea con le scelte del Governo per il polo industriale di questo ultimo periodo. Servono decisioni urgenti, sia per il futuro dello stabilimento, per cui si è fatto avanti un player, sia per il ripristino della mobilità». All’assemblea dei lavoratori ha partecipato anche don Antonio Mura, responsabile della Pastorale del Lavoro. «La Chiesa – ha detto don Mura – invita chi decide ad ascoltare il grido dei poveri che si leva dal Sulcis Iglesiente, di chi non ha lavoro, di chi perde i sostegni nel tempo delle gravi crisi occupazionali».
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