Denatalità.

Senza figli due famiglie su tre 

Su 15.021 coppie residenti in città solo 5.462 hanno uno o più bambini 

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Più coppie senza che con figli e comunque in netta maggioranza quelle che ne hanno solo uno. Nel complesso una città sempre più anziana, un dato su tutti: 5.462 delle 15.021 famiglie residenti a Oristano hanno uno o più figli, poco meno di un terzo. Quello che l’Istat ipotizza per l’Italia nei prossimi 25 anni, a Oristano purtroppo è già realtà.

I dati

Nel dettaglio 3.466 famiglie sono composte da un solo figlio, 1.723 da due, 235 da tre, 32 da quattro figli, 6 da cinque. Oltre, zero e riporto zero. Ma non basta, altri dati sullo stesso filone annunciano inverni demografici da paura. Il tasso di natalità non va oltre il 2,85, quello della mortalità sfiora il 13,76. Il numero medio dei componenti per famiglia di Oristano è pari a 1,96. Nei primi cinque mesi di quest’anno i nati sono stati 33, i morti 166. Nel 2025 sono stati celebrati 88 matrimoni di cui 59 con rito civile e 29 concordatario. Le convivenze sfuggono ma «l’impressione è che siano di gran lunga superiori ai matrimoni», precisa Sergio Locci, avvocato e presidente del Consultorio familiare diocesano oltre che consigliere comunale. «I dati sono preoccupanti, ormai abbiamo superato il livello di guardia demografico con tutte le sue implicazioni: natalità ridotte, le famiglie con un unico figlio che superano di gran lunga tutte le altre con due o più figli. Da un lato una riduzione notevole di nascite, dall’altro la fuga dei giovani in particolare del “cervelli” da una città obiettivamente impallata. Il nostro Consultorio è frequentato da tante giovani coppie che vorrebbero avere dei figli ma che non hanno possibilità e perché non vedono un futuro». Oristano ha perso la forza di attrazione di città capoluogo, il saldo della migrazione interna nei primi cinque mesi di quest’anno è positivo di sole 14 persone e quello estero si ferma a 19, per un totale di 33 nuovi residenti a fronte di un saldo naturale negativo (nati-morti) di 133.

Il Comune

Giulia Murgia, assessora ai Servizi sociali: «I nuovi nati possono beneficiare di un contributo Inps una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o anche adottato che spetta alle famiglie che dispongono dell’Isee di un certo importo. La Regione interviene solo per i piccoli paesi. Sono invece diversi i sostegni per la prima infanzia, quali la frequenza nei nidi, nei centri estivi, il sostegno alla genitorialità. Come Comune stiamo definendo il progetto “volontariato di prossimità” tra persone che si rendono disponibili per accompagnare o intrattenere i bambini. Facciamo il possibile ma la denatalità come lo spopolamento sono le scommesse di un futuro ormai prossimo». Di questo ne è convinto anche padre Gianluca Longobardi, nuovo ministro provinciale dei Cappuccini di Sardegna e Corsica, fini a due mesi fa parroco della chiesa dei Cappuccini di Oristano. «I motivi che stanno alla base della denatalità sono diversi, a mio parere il più forte riguarda le difficoltà economiche delle famiglie per cui oltre un figlio difficilmente vanno, la stabilità del posto di lavoro e il futuro che quand’anche appare è incerto. Vien meno la speranza e questo è un problema che investe l’intera società, chiesa compresa. Vedo qualche segnale incoraggiante ma dobbiamo fare di più, molto di più».

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