L’intervento.

Senato, primo sì ai ristori per gli extracosti Ets 

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Due ordini del giorno per salvare i trasporti delle isole dal caro carburante: li ha approvati il Senato, nel corso dell'esame del decreto fiscale, su proposta del senatore sardo del Pd Marco Meloni e del suo collega siciliano Antonio Nicita. Il primo ordine del giorno, come spiega una nota del gruppo Dem, «impegna il Governo ad adottare un meccanismo automatico di salvaguardia energetica per le isole maggiori in caso di crisi di approvvigionamento petrolifero»: si punta a garantire che una quota del carburante raffinato negli impianti di Sicilia e Sardegna (che «ospitano oltre metà della capacità di raffinazione italiana») venga «destinata prioritariamente ai porti e agli aeroporti delle due regioni», per non pesare sulla continuità territoriale aerea e sul trasporto marittimo.
Proprio di quest’ultimo si occupa il secondo ordine del giorno, in particolare del sistema Ets (le tasse a compensazione delle emissioni nocive) che rischia di determinare pesanti aumenti dei biglietti: il Governo si è impegnato a istituire, per il triennio dal 2026 al 2028, «un credito d'imposta pari al 100% dei maggiori costi Ets sostenuti per il trasporto via mare di merci e passeggeri da e per Sicilia e Sardegna», così da «compensare integralmente questi extracosti, evitando che la transizione produca nuove disuguaglianze territoriali».

Meloni e Nicita avevano già presentato alcuni emendamenti al decreto carburanti per attenuare gli effetti dei rincari del greggio e dell’Ets (uno, tra gli altri, mirava a dimezzare le accise in Sardegna e Sicilia), ma erano stati respinti dal Governo.

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