Selargius.

«Sempre in ritardo i flaconi per mia moglie malata di Sla» 

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Presidi sanitari in ritardo, in primis la fornitura dei flaconi per l’alimentazione artificiale a domicilio. L’ennesimo disagio per Pietro Demontis, residente a Selargius che da anni affronta il dramma della malattia della moglie, malata Sla da cinque anni e tracheostomizzata, dal 2024 paziente in regime di Adi, l’assistenza domiciliare integrata che però non viene garantita alla perfezione. «Negli ultimi mesi il servizio di fornitura dei presidi necessari a domicilio, compresa la nutrizione enterale, ha presentato criticità sempre maggiori», racconta l’uomo. «La consegna mensile», spiega, «non è mai puntuale».

Da alcuni mesi la media è di quattro-cinque giorni di ritardo. «E io sono costretto ad arrangiarmi», dice Demontis, «anche perché alcuni presidi è complicato persino trovarli in farmacia da acquistare. Per sopperire alle cose essenziali, ad esempio all’alimentazione, è da mesi che chiedo dei flaconi in prestito ad altri pazienti che però non riesco a restituire». Le mail di sollecito indirizzate alla farmacia territoriale sono tante, concentrate negli ultimi cinque mesi. «Ho anche segnalato il disservizio alla Asl, a dicembre ho scritto all’assessore regionale, ma non ho ricevuto nessuna risposta in merito. E soprattutto», aggiunge, «la situazione mi sembra sia persino peggiorata: l’ultima consegna è del 26 gennaio, come sempre per trenta giorni, quindi da fine febbraio sono senza alimentazione per mia moglie, e anche stavolta devo ricorrere al prestito dei flaconi. Mi chiedo», conclude, «sino a quando dovremo subire questo ulteriore calvario».

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