L’appello.

Sei ore per le consegne, frantoi in allarme 

La nuova regola sui tempi di conferimento delle olive preoccupa la filiera 

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La regola delle sei ore per i tempi di consegna delle olive ai frantoi rischia di mettere a rischio l’intera filiera dell’olio italiano. È il timore espresso dall’Aifo (Associazione italiana frantoi oleari) in una lettera inviata al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al sottosegretario con delega all’olivicoltura, Patrizio La Pietra, in cui viene chiesto «un intervento urgente sull’articolo 9, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206, che disciplina i tempi di consegna delle olive da parte dei commercianti ai frantoi».

La disposizione prevede che le olive siano consegnate ai frantoi entro sei ore dall’acquisizione da parte dei commercianti. Il decreto ministeriale del 18 settembre 2024 ne ha definito le modalità applicative, mentre le istruzioni operative hanno chiarito che il conteggio decorre dal primo acquisto e non riparte in caso di successivi passaggi tra commercianti. «Aifo - spiega una nota dell'associazione - aveva già segnalato lo scorso anno le criticità di una disciplina che, pur perseguendo obiettivi condivisibili di qualità e tracciabilità, rischia di risultare incompatibile con la reale organizzazione logistica della filiera. A seguito di quelle osservazioni, l’entrata in vigore della norma era stata rinviata di un anno. La proroga si è però conclusa il 1° luglio 2026 senza che nel frattempo si sia arrivati a una modifica strutturale».

La modifica

Con l’avvio della raccolta ormai vicino, l’associazione chiede quindi al governo di «intervenire sulla legge, portando il termine attualmente fissato in sei ore ad almeno 24, con la disponibilità ad approfondire tecnicamente anche una finestra più ampia qualora necessaria». Una modifica di questo genere, secondo il presidente di Aifo, Alberto Amoroso, «consentirebbe di tutelare la qualità senza comprimere il mercato e senza penalizzare i frantoi che si approvvigionano fuori dai principali areali produttivi. E anche evitare che gli olivicoltori si trovino con una platea più ristretta di possibili acquirenti».

La situazione del comparto è già delicata, ricorda Amoroso: «I prezzi dell’olio sono sotto pressione, molti frantoi hanno ancora importanti giacenze e tra poche settimane partirà una nuova campagna. Non possiamo aggiungere a queste difficoltà anche un vincolo normativo che rischia di rendere impossibile la movimentazione delle olive su medie e lunghe distanze. Aifo non chiede meno controlli, ma semplicemente una norma che sia applicabile».

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