Dossier

Segreti e ricatti, inchiesta a Roma Undici indagati  

Spionaggio hi-tech per conto terzi, coinvolti Del Deo (ex Dis) e Tavaroli 

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Una presunta struttura clandestina dedita alla raccolta e alla vendita illegale di informazioni riservate su persone e aziende italiane è stata portata alla luce da un’indagine della Procura di Roma. Il gruppo, dalla natura occulta e ramificata, sarebbe composto da ex appartenenti ai servizi segreti e alle forze dell’ordine. L’inchiesta sulla cosiddetta “Squadra Fiore”, avviata due anni fa a partire da elementi emersi in un procedimento parallelo della Procura di Milano sul caso Equalize, ha subito una svolta con perquisizioni su scala nazionale condotte dai carabinieri del Ros.

Le ipotesi di reato

Undici gli indagati. Spiccano Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, l’organo centrale del sistema di intelligence italiano), accusato anche di peculato per milioni di euro, e Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza di Pirelli e Telecom Italia, già coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi.

Le accuse contestate, a seconda delle posizioni, includono associazione a delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici protetti e truffa.

Una rete strutturata

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe operato come una rete strutturata e continuativa, in grado di acquisire illegalmente dati da banche dati istituzionali protette e di rivenderli a pagamento. I clienti sarebbero stati imprenditori, professionisti e intermediari finanziari interessati a dossier riservati utilizzati per finalità di spionaggio industriale, concorrenza sleale o controllo su singole persone. L’attività illecita si sarebbe sviluppata con modalità sia periodiche (abbonamenti mensili a informazioni) sia su commissioni specifiche legate a singoli obiettivi informativi.

Le indagini si basano su testimonianze e migliaia di chat acquisite nel procedimento parallelo di Milano dalle quali emergerebbe l’uso di linguaggi criptati, dispositivi di comunicazione protetti, utenze intestate a prestanome e nomi in codice.

Milioni spariti

Per Del Deo, l’accusa principale riguarda la gestione illecita di fondi quando era dirigente del settore economico-finanziario dell’Aisi: avrebbe dirottato almeno 5 milioni di euro verso la società Sind, gestita dall’imprenditore Enrico Fincati, anch’egli indagato. Alcune intercettazioni parlano però di 7-8 milioni. Del Deo avrebbe avuto a disposizione una struttura operativa interna, chiamata informalmente “Squadra dei neri”, che avrebbe operato su database informativi per finalità non istituzionali. L’ex dirigente si è dichiarato estraneo ai fatti e ha annunciato di voler dimostrare la propria innocenza, autosospendendosi nel frattempo dalla carica di presidente esecutivo di Cerved per ragioni di opportunità.

Anche Tavaroli è accusato di aver partecipato a un sistema di accessi abusivi a informazioni sensibili, anche legate alla sicurezza pubblica. Tra gli altri indagati l’imprenditore Carmine Saladino, accusato di peculato e di una presunta truffa da 8 milioni di euro.

Il filone milanese

Parallelamente all’indagine romana, prosegue il filone milanese legato a Equalize: i carabinieri del Ros hanno eseguito nuove perquisizioni nei confronti di un ex carabiniere e di un ex addetto alla sicurezza. Le accuse riguardano accessi abusivi a sistemi informatici, estorsione e truffa ai danni dell’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio.

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