«Sì, quella bombola l’ho venduta io e non riesco a togliermi dalla testa che se fosse venuto da me, se mi avesse chiesto aiuto perché non riusciva ad attaccarla, sarei andato a casa sua, avrei sistemato tutto e loro sarebbero ancora vivi». Fortunato Manca non si dà pace.
I dubbi
Ieri mattina, a poco più di 24 ore dalla tragedia, il commerciante che mercoledì ha fornito la bombola a Luciano Pinna, il pensionato 80enne morto giovedì insieme alla moglie Mariantonia per il mal funzionamento della stufa a gas, era regolarmente nella sua rivendita al civico 7 di piazza Generale Sanna, a Ghilarza. «Faccio questo lavoro da giovanissimo, ci sono nato in mezzo alle bombole e non ho mai fatto un giorno di ferie. Accontento tutti, vado sempre quando mi chiamano, senza fare questioni e a qualunque ora, persino nei paesi vicini. Molto tempo fa ero andato anche a casa del signor Luciano: aveva un problema con il pulsante per l’accensione della stufa, la bombola non c’entrava nulla, ma mi ha avvisato e io sono andato e ho messo tutto a posto. Se anche mercoledì mi avesse chiamato non ci sarebbero stati problemi. Invece l’ha montata lui, ma il problema non era la bombola che, se fosse esplosa, avrebbe fatto crollare la casa».
Luciano Pinna era un uomo molto attivo: oltre a prendersi cura della moglie che proprio il giorno dell’incidente avrebbe compiuto 73 anni, frequentava tutti i giorni il Bocciofilo che aveva contribuito a fondare e aveva rapporti stretti con l’intera comunità. «La bombola è sempre venuto a prendersela lui, la caricava in macchina e se la portava via – continua Manca –. Ha fatto così anche mercoledì poi, a quanto si dice in paese, non è riuscito a montarla, ne ha parlato al bar. Di sera, quando è rientrato a casa, la deve aver collegata, ma evidentemente c’era un problema che ha causato la perdita di gas che li ha uccisi».
La cautela
La notizia della morte improvvisa dei due pensionati da giovedì mattina continua a tormentare l’intero paese e in molti si interrogano sulle cause dell’incidente fatale. «Le bombole non sono pericolose – assicura Rocco Lauciello, altro bombolaio storico del paese che, a 86 anni, ha deciso di non fare più consegne a domicilio e mette in guardia i suoi coetanei –: soprattutto gli anziani devono fare attenzione, bisogna controllare sempre la scadenza del tubo che, se è troppo vecchio, si può spaccare. E poi, stringere bene la fascetta all’attacco della bombola. Perché è un attimo, se la guarnizione scivola via e uno non se ne accorge o non la vede bene, può collegare direttamente il tubo alla bombola e allora il gas è terribile, filtra più dell’acqua e in quel caso può uccidere».
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