C’è anche la Sardegna tra le quattro Regioni commissariate dal Governo per il mancato rispetto dei piani di dimensionamento scolastico previsti per il prossimo anno: Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, anch’esse amministrate da coalizioni di centrosinistra, completano l’elenco. La decisione del Consiglio dei Ministri, comunicata dal ministero dell’Istruzione e del Merito, si inserisce nel quadro delle riforme previste dal Pnrr, volte ad adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale. Il ministero sottolinea che la misura riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi, ma il mancato adempimento rischia di compromettere le risorse già erogate.
Accorpamenti? Già fatti
Ieri a Palazzo Chigi anche i rappresentanti della Sardegna hanno esposto al Governo le criticità locali. L’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas, ha ricordato che l’isola ha già avviato una significativa riorganizzazione negli ultimi tre anni, accorpando 36 autonomie scolastiche. Un ulteriore taglio, pari a nove istituti, sarebbe deleterio per realtà già fragili, distribuite su un territorio vasto e spesso con collegamenti difficili.
Linea ribadita in serata dalla presidente della Regione, Alessandra Todde: il commissariamento, ha detto, è «una scelta sbagliata», e «le motivazioni che ci hanno portato ad applicare criteri più appropriati alla realtà sociale e geografica della Sardegna» sono «valide». Gli accorpamenti previsti dal Ministero, ha aggiunto, non sono stati attuati nell’Isola «perché li abbiamo sempre ritenuti assolutamente inopportuni» e penalizzanti, mentre la delibera adottata dalla Giunta nei mesi scorsi «è basata sui numeri concreti e sulle esigenze dei territori per difendere le nostre scuole e il futuro dei nostri studenti».
Sentenze e pronunce
Il contenzioso sul dimensionamento scolastico ha visto sentenze contrastanti dei Tar, alcune favorevoli alle Regioni, ma la Corte costituzionale si è pronunciata in tre occasioni confermando la legittimità dell’operato del Governo e richiamando la necessità di cooperazione tra tutte le istituzioni coinvolte. Anche i ricorsi delle Regioni inadempienti sono stati respinti con tre sentenze del Tar e sei pronunce del Consiglio di Stato. Nonostante due proroghe concesse (fino al 30 novembre e al 18 dicembre), Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria non hanno formalizzato i piani. Per il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara il commissariamento è «un provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del Pnrr e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. In questi tre anni – ha aggiunto – l’azione del Governo è stata orientata alla leale collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di tutelare la qualità e la continuità dell’attività scolastica»
«No a tagli burocratici»
Il contesto demografico è impietoso: dal 2018 la popolazione scolastica dell’isola ha perso circa 31mila studenti, di cui oltre 10.500 negli ultimi due anni. Questo declino accelera lo spopolamento e riduce la sostenibilità di alcune scuole, in particolare in aree rurali e periferiche. La sfida è conciliare il rispetto delle indicazioni nazionali e del Pnrr con le esigenze locali.
La Regione insiste: per pianificare gli accorpamenti degli istituti scolastici dell’Isola occorre utilizzare dati concreti e numeri reali, anziché stime astratte. «Abbiamo confermato la volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna», ha ribadito Portas: «La scuola deve puntare sulla qualità e non solo sulla razionalizzazione dei costi. Garantire presidi stabili è fondamentale per il futuro delle nuove generazioni e per contrastare il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono scolastico».
La scuola sarda, ha aggiunto Todde, «merita rispetto e risorse, non risparmi e tagli burocratici. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per continuare a tutelare il diritto all’istruzione nella nostra Isola».
L’attacco di Giagoni
Duro il deputato sardo della Lega Dario Giagoni, secondo il quale la Sardegna è stata commissariata «perché non è stata in grado di approvare il piano di dimensionamento scolastico per il prossimo anno». Questo, aggiunge è «l’ennesimo “successo” dell’amministrazione Todde. Giagoni evidenzia che sono «a rischio quelle risorse già erogate in funzione».
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