Dovevano essere lavori rapidi, da completare in qualche mese. Invece per i bambini dell’istituto dell’infanzia Satta-Spano De Amicis l’attesa per tornare nelle loro aule dura ormai da quasi un anno. Dal 13 giugno scorso cinque sezioni sono ospitate nella sede di via Falzarego, mentre in via Angioy il cantiere procede tra stop e ritardi.
Il caso
«I lavori sarebbero dovuti iniziare già a giugno - spiega Cicci Della Calce, referente della scuola dell’infanzia Satta -. Durante i mesi estivi qualcosa è stato fatto, soprattutto nel cortile dove è stata realizzata la nuova scala antincendio. Il problema è che l’area non è stata completamente messa in sicurezza: ci sono ancora spuntoni e parti da sistemare, e per bambini di tre anni non è sicuro».Alla scala si aggiunge il problema delle porte antipanico. «Le vie di fuga devono essere perfettamente funzionanti – prosegue la docente – ma alcune porte non si aprono correttamente. La dirigenza ha chiesto più volte che venissero sistemate, ma ad oggi non è ancora successo».
Lo “sfratto”
Nel frattempo le attività scolastiche proseguono nella sede di via Falzarego. «Stiamo facendo lezione nella sala mensa e in altri spazi adattati – racconta Della Calce –. Siamo 5 sezioni e siamo praticamente accampati. I colleghi ci stanno aiutando molto, ma resta una situazione complicata».Il trasferimento ha avuto conseguenze anche sulle iscrizioni. L’istituto si trova nel cuore della città e accoglie bambini provenienti soprattutto dai quartieri della Marina e del centro storico. «Molte famiglie, anche straniere, fanno fatica a raggiungere via Falzarego - sottolinea -. Durante gli open day abbiamo dovuto spiegare che le attività si svolgono altrove, e questo non aiuta certo l’immagine della scuola».
Il Consiglio
Le difficoltà sono riconosciute anche dal consiglio d’istituto. «La situazione è complicata e i disagi sono evidenti - spiega Nicola Sulis, presidente del consiglio -. La convivenza con gli altri ordini della Spano in via Falzarego crea qualche difficoltà, anche se c’è grande collaborazione tra insegnanti».Sulis sottolinea però che i ritardi non dipendono da una mancanza di attenzione da parte del Comune. «Durante i lavori sono emersi problemi imprevisti, come scarichi non a norma e macerie sotterrate. Inoltre in questi mesi le piogge sono state particolarmente intense e molti interventi erano all’aperto. Tutto questo ha allungato i tempi».
Resta però l’incertezza sui tempi del rientro. «I genitori non sono contenti – conclude Sulis – ed è comprensibile. Il 9 marzo è stata appaltata la sostituzione delle porte. Questi lavori erano necessari da anni e si è arrivati a un punto in cui andavano fatti per forza».
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