Il personaggio.

Scull Estopinan: «Da Cuba alla Sardegna per Giorgia» 

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Daniel Scull Estopinan non è arrivato in Sardegna per il calcio. «Sono venuto per lei, per Giorgia. Il calcio è arrivato dopo. Quando ce l’hai nel sangue, non puoi smettere ovunque tu sia».
Nato il 4 novembre 1986 a Matanzas, Cuba, Scull è sbarcato nell’Isola il 21 gennaio 2014. Ad attenderlo c’era l’amore per Giorgia, conosciuta l’anno precedente. «Ci siamo innamorati a Cuba, poi mi sono trasferito qui. Ci siamo sposati e nel 2015 è nata nostra figlia Mia. Oggi viviamo a Dolianova ed è casa nostra». Il pallone, però, torna presto protagonista. Ad accorgersi delle sue qualità è Riccardo Farci, che lo indirizza al Sant’Elena in Promozione. «È stata la mia prima esperienza in Sardegna, una squadra vera, un campionato importante».
Da lì prende forma un lungo percorso tra i campi dilettantistici dell’Isola: Soleminis, Frassinetti Elmas, Decimoputzu, poi l’opportunità dell’Eccellenza con l’Arbus. Un’esperienza breve, interrotta dalle esigenze della vita quotidiana. «Ho una famiglia, un lavoro, responsabilità che vengono prima del calcio». Seguono Donori, Villasor e Ussana, prima della lunga pausa imposta dalla pandemia. «Due anni fermi non sono stati facili. Quando ho ricominciato ho capito che la voglia era rimasta la stessa».
Il ritorno passa dalla Dolianova e ancora dall’Ussana, dove chiude la stagione con 15 reti. Numeri che confermano il valore di un attaccante capace di restare decisivo anche dopo i 37 anni. L’ultima annata con l’Havana San Basilio, in Seconda Categoria, è stata la più prolifica: 21 gol e una salvezza conquistata con sacrificio. «Segnare e aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo è una soddisfazione enorme. Non conta la categoria, conta sentirsi utile ai compagni». La società lo descrive come un giocatore sempre presente nei momenti decisivi, capace di costruire il proprio percorso con lavoro e continuità. I suoi 21 gol rappresentano anche un piccolo record: nessun giocatore dell’Havana San Basilio superava quota 20 dalla stagione 2015-2016. Alla domanda se abbia mai rimpianto di aver lasciato Cuba, Scull non ha dubbi: «Mai. Ho mia moglie, mia figlia, la mia vita qui e i campi della Sardegna che mi hanno accolto come uno di loro. Cosa potrei rimpiangere?».

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