Nuova scoperta nella necropoli punica di Villamar: si usava il lino. La sua fibra poteva essere filata ma anche giuntata, che è la più antica tecnica di unione di fibre naturali, diffusa nel Mediterraneo dall'età classica.
I resti di tessuto analizzati provengono dalla scorsa campagna di scavo e sono tuttora in corso di approfondimento: «Sono reperti con stoffa organica, cioè viva, e mineralizzata», dice l’archeologa Elisa Pompianu, che spiega quanto la scoperta sia importante e rara: «Trattandosi di materiali deperibili, sono tra i rarissimi rinvenimenti di tessuto noti della Sardegna antica, molto importanti per le conoscenze sul reperimento delle fibre vegetali, sulla loro manifattura e sull’utilizzo dei tessuti nella ritualità funeraria. Nella necropoli di Villamar - spiega - sono frequenti le tombe in cui si ipotizza l’uso di sudari per avvolgere i corpi, ma non si esclude che in tessuto fossero realizzati sacchetti per le monete. Questi dati sono preziosi anche per la ricostruzione della vita quotidiana e dell’economia nella società antica».
Grazie alla concessione della Soprintendenza di Cagliari, gli studi sono condotti da un’èquipe dell’Università di Padova guidata da Margarita Gleba, tra le massime esperte di tessuti antichi. La fibra poteva essere anche intrecciata, come testimonia il filo di una collana indossata da una bambina, sepolto in una cista litica che era stata indagata nel 2025.
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