Spagna

Scontro tra due treni, almeno 68 morti  

Tra i feriti anche un sassarese, per la Farnesina ci sono tre italiane disperse 

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C'è anche un sardo, originario di Sassari e residente all’estero, tra i nove italiani coinvolti nel disastro ferroviario che ha sconvolto la Spagna. Lo ha comunicato la Farnesina, sulla base degli elenchi dei passeggeri dei due treni ad alta velocità che si sono scontrati nei pressi di Toledo. Il bilancio è drammatico: almeno 68 morti, 107 feriti e decine di dispersi. Tra i nove connazionali cinque stanno bene, uno è ricoverato in ospedale ma fuori pericolo, mentre tre donne risultano ancora disperse. Una è originaria di Pistoia. Non è stato precisato in quali condizioni si trovi il sassarese. La Farnesina segue la situazione attraverso l'Ambasciata e il Consolato generale d'Italia a Madrid. Su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, una squadra consolare continuerà a visitare gli ospedali e i centri di raccolta dei superstiti per cercare informazioni e assistere i connazionali.

Il fatto

La tragedia si è consumata alle 8.54 del mattino, lungo la linea Madrid-Siviglia, nei pressi di Urda, non lontano da Toledo. Un treno Ave della compagnia pubblica Renfe, che viaggiava a circa 200 chilometri orari, ha tamponato un convoglio Iryo rimasto fermo sui binari. A bordo dei due treni c'erano complessivamente 544 persone, tra cui un neonato. L'impatto è stato devastante: alcuni vagoni sono precipitati lungo una scarpata, trasformandosi in ammassi di lamiere. I soccorritori hanno lavorato per ore alla ricerca di superstiti, mentre decine di familiari attendevano notizie dei propri cari.

Al centro dell’inchiesta c’è una sequenza di anomalie tecniche e decisioni operative. Secondo la ricostruzione del ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, alle 8.30 un'avaria alle comunicazioni di tre computer avrebbe messo fuori servizio il sistema di sicurezza Lzb su un tratto di circa 63 chilometri, provocando l'arresto automatico di sei treni.

Il dettaglio

La gestione del traffico sarebbe quindi passata al centro di controllo di Adif, nella stazione madrilena di Atocha. Proprio in questa fase sarebbe maturato il possibile errore umano: al treno Renfe sarebbe stata autorizzata la ripartenza nonostante l'Iryo fosse ancora fermo sulla linea. Il convoglio avrebbe percorso 25 chilometri prima di raggiungerlo e travolgerlo. Una dinamica definita «inspiegabile» dal ministro. Gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni tra la centrale operativa e i macchinisti per accertare le responsabilità.

I precedenti

Il disastro riapre una ferita ancora recente per la Spagna. Appena nove mesi fa, ad Adamuz, in Andalusia, un altro scontro tra treni ad alta velocità aveva provocato 46 morti. Il premier Pedro Sánchez, arrivato sul luogo della tragedia, ha annunciato tre giorni di lutto nazionale e promesso piena chiarezza sull'accaduto. «Se ci sono state negligenze, si saprà», ha assicurato.

Intanto i sindacati dei macchinisti hanno proclamato uno sciopero per domani, denunciando i ritardi nell'attuazione delle misure di sicurezza concordate dopo il precedente incidente. La circolazione ferroviaria tra Madrid e l'Andalusia resta interrotta, mentre Renfe ha sospeso la vendita dei biglietti fino al 13 dicembre.

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