Il caso.

Scontro sul bando per i giovani agricoltori 

L’opposizione: «Norme troppo rigide». L’assessore: «Modifiche concordate» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il ricambio generazionale nelle campagne dell’Isola alimenta la polemica polemica. Al centro della disputa c'è il nuovo bando per il primo insediamento dei giovani agricoltori, una misura considerata fondamentale per dare linfa vitale a un comparto in sofferenza e contrastare lo spopolamento delle aree interne. Motivo del contendere i severi requisiti d’accesso. Su tutti, una clausola blindata: l’obbligo di mantenere l’esclusività assoluta dell’attività agricola per cinque anni.

L’accusa

A sollevare il caso è l’interrogazione presentata da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e primo firmatario di un documento sottoscritto dall'intero gruppo e rivolto alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus.Secondo Rubiu, l’Isola rischia di trasformare una grande opportunità in un autentico percorso a ostacoli: «Imporre l’esclusività assoluta significa colpire anche quei giovani che mantengono piccole attività complementari necessarie alla pura sopravvivenza economica e familiare nelle fasi iniziali, come la partecipazione in un mini-caseificio di famiglia». L’opposizione fa notare che la disciplina nazionale per lo status di Iap (Imprenditore agricolo professionale) si basa sui concetti di tempo di lavoro e prevalenza del reddito, parametri seri ma decisamente più flessibili rispetto a un divieto totale.

«Perché la Sardegna -si chiede il consigliere regionale di FdI- ha scelto la strada più restrittiva? C'è il rischio di scoraggiare chi vuole investire e di lasciare i fondi inutilizzati».

La replica

L’assessore Francesco Agus punta il dito contro l’eredità politica lasciata dalla maggioranza che ha guidato la Regione nella scorsa legislatura. I bandi europei della Pac, secondo Agus, sono figli di una programmazione definita nel biennio 2022-2023, che sul primo insediamento era «molto lontana dalle aspettative del comparto» ed era stata scritta sulla base del sospetto, introducendo criteri «particolarmente vessatori» per sventare presunte frodi, restringendo così la partecipazione al punto da rendere inutile la misura. «Negli ultimi sei mesi, con enormi difficoltà e trattando con Bruxelles e con il governo, siamo riusciti a correggere la rotta. La nuova linea della Giunta ha permesso modifiche sostanziali, come lo sblocco del primo insediamento in ambito familiare, una delle richieste più pressanti manifestate dal settore agricolo», replica Agus.

Sul tema dell’esclusività l’esponente della Giunta difende la scelta: «Non serve finanziare una seconda attività da mantenere insieme a un posto di lavoro già acquisito. Quello si chiama hobby. Se devo scegliere a chi destinare risorse pubbliche scarse, preferisco darle a un giovane che vuole fare dell’agricoltura la sua attività principale».

La programmazione

Francesco Agus sottolinea inoltre che «ogni modifica è stata concordata e concertata con le associazioni di categoria in diverse riunioni e tramite procedure scritte». Il titolare dell’agricoltura annuncia di essere al lavoro sulla programmazione che partirà nel 2028, con l'obiettivo di evitare «gli errori compiuti nella scorsa legislatura». ( ma.ra .)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?