Muravera-Castiadas.

Scoglio di Peppino per pochi intimi 

Liberi solo trenta metri di spiaggia, il resto è monopolizzato da due resort 

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Lo Scoglio di Peppino? Riservato agli ospiti dei grandi resort che si affacciano sulla spiaggia di Costa Rei. È quel che succede ogni estate in uno degli angoli più suggestivi del sud est Sardegna (nel territorio del Comune di Muravera). Quest’anno poi, complice un po’ di posidonia e diverse mareggiate, la spiaggia libera è ridotta a meno di trenta metri lineari, la distanza che c’è tra l’ultimo lettino del resort e le rocce (sulla destra, per chi guarda il mare). C’è spazio, insomma, per sei o sette teli da mare. Tutto il resto è una distesa infinita di bianco, il colore degli ombrelloni e dei lettini - regolarmente autorizzati - dei villaggi Santa Giusta e Villas Resort (villette nel territorio di Castiadas, stabilimento sulla spiaggia di Muravera).

Una via tortuosa

Ma le difficoltà vanno oltre la possibilità di trovare un pezzetto di spiaggia libera. Allo Scoglio di Peppino in questi ultimi giorni è complicato persino arrivare. Chi infatti passeggia lungo la battigia si imbatte in una sorta di manufatto in legno che obbliga a passare sulle rocce che affiorano dall’acqua o a fare acrobazie. Accade da quando, una decina di giorni fa, l’ultima mareggiata ha portato via un altro po’ di spiaggia facendo sì che - almeno sino a ieri - quell’ostacolo arrivi proprio sino alla battigia.

Soluzioni

A nulla hanno portato negli ultimi anni le (buone) intenzioni delle amministrazioni comunali di Muravera e Castiadas e degli stessi gestori dei resort per trovare una soluzione. Come quella, ad esempio, di traslare le concessioni e allontanarle dallo Scoglio. «È vero che ci sono troppi ombrelloni da parte dei villaggi», dice Eugenio Murgioni, sindaco di Castiadas, «da tempo stiamo valutando soluzioni ma non è facile individuare altri spazi. Quest’anno poi, coi cicloni e le mareggiate, la posidonia ha occupato enormi tratti di spiaggia. Proviamo allora a ragionare in prospettiva sin da ora».

Francesca Mattana, sindaca di Muravera, pone l’accento sulla predisposizione del Pul, «una priorità assoluta per noi». E dunque «occorre valutare soluzioni capaci di ridurre la pressione antropica sulle aree più delicate, migliorando al contempo l’accessibilità e la qualità dell’esperienza per residenti e turisti». Tutela dell’ambiente, insomma, «non come vincolo ma per garantire spiagge più ordinate e sostenibili».

Solo per pochi

Nel frattempo, anche per questa estate, Peppino resta a disposizione quasi soltanto degli ospiti dei grandi resort. E gli altri? Chiedono controlli agli enti preposti e la possibilità di passeggiare tranquillamente sul bagnasciuga per raggiungere lo Scoglio. Un angolo che dovrebbe essere la cartolina più bella di Muravera e del sud est della Sardegna ma che, per ora, non lo è.

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