Si era finalmente lasciato alle spalle un momento difficile, Massimo Serrenti, ma proprio quando sembrava essere tornata a sorridergli, la vita gli ha presentato il conto. Venerdì sera, intorno alle 19, mentre il 40enne di Sanluri viaggiava sulla 131 verso Cagliari, nel traffico del fine settimana, la sua Alfa Romeo 147 è stata tamponata e, dopo aver urtato una barriera in new jersey, si è ribaltata più volte su se stessa.
Per l’operaio, proiettato fuori dall’abitacolo, non c’è stato scampo. Troppo gravi le ferite riportate: è morto sul colpo, nonostante gli immediati e disperati tentativi di rianimazione.
I due feriti
Nell’incidente, avvenuto nel tratto di San Sperate della superstrada, al chilometro 15, è rimasta coinvolta anche una terza auto. Gli altri due conducenti, trasportati in ospedale dalle ambulanze del 118, hanno riportato solo lievi ferite e hanno rifiutato le cure.
A piangere Massimo Serrenti sono in tanti, a Sanluri. I genitori Giorgio e Ignazina, la sorella Valentina e un figlio ancora bambino, amatissimo, nato durante una relazione sentimentale finita in maniera burrascosa qualche tempo fa.
E poi gli amici, fra i quali il parroco don Mariano Matzeu: «Eravamo coetanei», dice. «Siamo stati anche compagni di scuola e ci siamo ritrovati da adulti. Fra noi erano rimasti quei legami profondi che uniscono chi si è conosciuto negli anni dell’infanzia. Di recente ho celebrato io la messa per i funerali di sua nonna. Era un bravo ragazzo, una bella persona». Potrebbe toccare proprio a lui celebrare il rito per l’estremo saluto.
Dinamica da definire
La Polizia stradale di Sanluri ha lavorato a lungo per ricostruire la dinamica (a ieri non ancora definita) e rimuovere i mezzi coinvolti nell’incidente, avvenuto in corrispondenza dell’uscita dal grande centro commerciale. In quel tratto, accanto alle quattro corsie della Statale scorrono parallele le complanari: da quella che va in direzione sud uno dei veicoli coinvolti nell’incidente avrebbe tentato di immettersi sulla 131 nonostante la linea continua vieti questa manovra. Saranno decisivi i racconti di chi viaggiava sulle altre due auto e di eventuali testimoni.
Scene drammatiche
Chi è passato in quel tratto dopo lo schianto descrive scene drammatiche: le lamiere accartocciate dell’Alfa 147, il traffico paralizzato, forze dell’ordine e soccorritori sul posto, un telo bianco sull’asfalto, una scarpa da tennis proiettata a qualche decina di metri dal rottame dell’auto.
La comunità di Sanluri è sconvolta: la famiglia di Massimo Serrenti è molto conosciuta. Padre, madre e sorella dell’operaio, innamorati delle tradizioni, fanno parte del Gruppo polifonico folcloristico cittadino. Papà Giorgio è anche un maestro nell’intreccio del vimine.
«Un grande cuore»
Massimo invece, nei periodi buoni, lavorava nel campo dell’edilizia. Per alcuni anni è stato dipendente della Simer, una ditta di Villacidro che fa capo a Samuele Sitzia: «Eravamo amici da una decina d’anni», racconta quest’ultimo. «Massi era un grandissimo lavoratore ma soprattutto una persona di gran cuore, sempre disponibile quando c’era bisogno di aiutare qualcuno. Il nostro rapporto lavorativo è finito nel 2022 ma l’amicizia era rimasta: ci eravamo visti due settimane fa ed ero contento di averlo visto finalmente felice. Aveva anche ripreso a lavorare». I brutti periodi? «Era un ragazzo coraggioso, non si lasciava abbattere dalle difficoltà».
«Ginepraio di pericoli»
Il sindaco Alberto Urpi ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, sottolineando come, al di là della dinamica specifica, la 131, tra cantieri, restringimenti improvvisi, cambiamenti continui di direzione e deviazioni sia diventata «un ginepraio di pericoli».
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