Paulilatino.

Schianto mortale, nuove indagini 

Altri accertamenti sull’incidente costato la vita a tre motociclisti nel 2024 

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Nuove verifiche e accertamenti. Passeranno altri mesi prima di chiarire con esattezza la dinamica di uno degli incidenti più gravi degli ultimi tempi nell’Oristanese. Era il 6 luglio 2024, strada Provinciale 11 che da Paulilatino porta a Ula Tirso: uno scontro devastante contro una Mercedes, persero la vita tre motociclisti, un altro ferito. Dopo quasi due anni la giudice Federica Fulgheri ha deciso di non archiviare il caso (come chiesto dalla Procura) ma ha disposto altre indagini, concedendo sei mesi per chiarire la discrepanza fra gli accertamenti tecnici (secondo cui sarebbe stata la moto di Giovanni Melis a invadere la corsia opposta) e il ricordo di Ivano Saba, l’unico motociclista sopravvissuto che ha riferito di aver visto un’auto scura finire nella corsia delle moto fino all’impatto con la Honda dell’amico Mario Sedda che si sarebbe incendiata. Oltre a Melis, 32 anni di Gadoni e Sedda (31 di Paulilatino) morì anche il compaesano 27enne Roberto Daga.

Le consulenze

Nei mesi scorsi il procuratore Paolo De Falco aveva chiesto l’archiviazione per l’unico indagato, il conducente dell’auto Carlo Masala, 22 anni di Paulilatino (difeso da Gennaro Di Michele). Secondo il perito Marco Antonio Pes, nominato dalla Procura, i danni nella parte anteriore sinistra dell’auto trovano piena corrispondenza con quelli riportati dalla Aprilia di Melis. Il punto d’urto fra la Mercedes, diretta verso Ula Tirso a 85-90 chilometri all’ora, e la Aprilia (che andava in direzione Paulilatino a circa 110 chilometri orari) sarebbe avvenuto nella corsia di marcia dell’auto vicino alla linea di mezzeria. Poi ci sarebbe stato l’impatto della Mercedes nella parte frontale destra con la Kawasaki di Daga: l’auto era finita a ridosso di un muretto sul lato opposto, la Kawasaki contro la Honda di Sedda. Saba per evitare l'impatto, si sarebbe buttato sulla destra perdendo il controllo della moto. Dalla perizia non è possibile stabilire se Melis stesse sorpassando ma emerge che avrebbe oltrepassato di pochi centimetri la linea continua di mezzeria.

Tale ricostruzione non coincide con quella di Luca Atzeni, consulente nominato dai legali Cristina Stara e Marco che tutelano i familiari di Melis (gli altri periti sono Salvatore Forma, Stefano Ferrigno e Paolo Marcialis). Non sarebbe possibile sostenere che Melis abbia invaso la corsia. Poi ci sono i ricordi di Saba (tutelato da Gianfranco Meloni) che dipingono un quadro diverso. Su questi aspetti sarà fatta chiarezza come chiedono anche i familiari delle altre vittime (assistiti da Franco Villa e Francesco Mele).

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