Milano.

Scandalo escort, parlano i calciatori: «Estranei ai fatti»  

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Milano. Dicono di non aver frequentato alcun giro di escort, invocano il diritto alla riservatezza e il rispetto della loro vita privata. Si difendono alcuni dei calciatori tirati in ballo nell’indagine della procura di Milano che ipotizza serate scintillanti, con prostitute e droga della risata, e per cui lunedì scorso sono finite agli arresti domiciliari quattro persone tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e nel lavoro e titolari di una agenzia per eventi, la Ma.De. Dopo che sono trapelati dagli atti dell’inchiesta i nomi di un gruppo di giocatori, anche di Serie A, non indagati e di cui non si sa se siano stati clienti delle giovani ragazze, c’è chi ha deciso di far sentire la propria voce. «Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato», scrive l’attaccante del Milan, Rafael Leao, sul proprio profilo Instagram, dopo aver visto il suo nome rimbalzare sul web e accostato alla vicenda. «Invito tutti a evitare di associarmi a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata. Prima che calciatori siamo persone con una famiglia e una reputazione». Va da sé che il portoghese ha già dato mandato al suo avvocato di tutelarlo in sede legale. Sulla stessa linea, Marcus Holmgren Pedersen, calciatore del Torino e della Norvegia: «Negli ultimi giorni sono circolate notizie su di me che non corrispondono alla realtà. Non ho alcun coinvolgimento nei fatti riportati né legami con gli ambienti citati», ha postato sui social annunciando querele nei confronti di chi «ulteriormente» lo citerà in «modo improprio». In merito alla pubblicazioni dei nomi è intervenuto anche il Garante per la protezione dei dati personali, con un richiamo ai media e ai siti web «al più rigoroso rispetto della normativa privacy e delle regole deontologiche», pur restando fermo il «legittimo esercizio del diritto-dovere del giornalista di informare su casi di interesse pubblico».

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