Chiesa

«Sarò efficacemente vostro servo» 

Il ritorno a casa e la battuta in piazza: «I pastori sardi sono i migliori» 

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Un bacio alla porta della Cattedrale di San Nicola e poi i primi passi da neoarcivescovo metropolita di Sassari. Monsignor Francesco Antonio Soddu ha cominciato così, ieri sera, il suo cammino come guida della chiesa turritana, dopo l'investitura ufficiale di Papa Leone XIV lo scorso 21 febbraio. Ma ora il tempo dell'attesa è finito, e il 67enne di Chiaramonti, ex vescovo di Terni-Narni-Amelia, va a ricoprire a tutti gli effetti un posto rimasto vacante dal 10 aprile 2025, giorno della nomina del predecessore, monsignor Gianfranco Saba, come ordinario militare per l'Italia, su disposizione dell'allora Pontefice Papa Francesco.

Ritorno a casa

Soddu incede in mezzo alla navata, tra i banchi gremiti, appoggiandosi al pastorale. Un altro simbolo, quanto il bacio, oggetto di ironia nella presentazione in piazza Santa Caterina, pochi minuti prima, a favore di chi non potrà entrare nella chiesa per le rigide restrizioni sulle presenze. «I pastori sardi sono sempre i migliori», scherza per poi rimarcare: «Sono a vostra piena disposizione come vescovo». Nell'assunzione del ruolo emerge ancora, a distanza di mesi, l'incredulità. «Mai avrei immaginato di ricevere questo incarico, ma l'obbedienza mi rende libero e pronto a essere quello che il Signore ha voluto che sia per voi, per questa chiesa di Sassari». Per l’alto prelato si tratta di un ritorno a casa, in seguito all’esperienza per anni proprio come parroco di San Nicola e, nel tragitto dalla piazza alla cattedrale, lo fermano tutti come il vecchio amico ritornato al termine della sua esperienza “in continente”. E quando viene letta l’investitura scatta il prolungato, caloroso applauso per Soddu, poi salutato, uno alla volta, dal centinaio di clerici del territorio con cui, a breve, si dovrà confrontare per inquadrare la sua missione vescovile, a partire dalla Conferenza episcopale sarda programmata per martedì.

L’omelia

Nell’omelia si affida a Sant’Agostino per anticipare il suo pensiero. «Per voi sono vescovo - cita- con voi sono cristiano. Sarò efficacemente vostro servo». Alla sua destra ci sono i parenti, tra cui la sorella e i nipoti, e alla sinistra invece le tante autorità presenti, politiche e militari. Nel discorso precedente, in piazza Santa Caterina, aveva ricordato proprio il rapporto coi cinque sindaci incontrati nella vita parrocchiale indicando una via. «Cercheremo di affrontare i problemi insieme - queste le sue parole rivolte al primo cittadino di Sassari, Giuseppe Mascia, e alla folla presente - Si cammina insieme, si costruisce insieme, anche nelle idee diverse. Nel momento in cui le comunicheremo si cercherà di capire cosa vuole lo Spirito da noi». E lo Spirito Santo “ritorna”, in forma di parole, quando monsignore si sofferma di nuovo sulla chiamata nel capoluogo turritano. «I conti li fa sempre lo Spirito Santo e li fa bene», dice. E, nella cerimonia trasmessa in diretta su Videolina, sono tanti i ringraziamenti fatti dal vescovo. Tra questi, a monsignor Saba: «Mi ha regalato il paramento, e gli ho detto che l’avrei indossato in questa cerimonia di presa di possesso della diocesi turritana». Doveroso il saluto all’amministratore diocesano, Antonio Tamponi, che ha fatto le veci di Soddu per un anno, ai sacerdoti, ai sindaci, un pensiero di suffragio ai vescovi diocesani turritani “qui sepolti”. «L’ultimo ringraziamento, consentitemi, è a monsignor Isgrò che mi ha ordinato sacerdote e del quale conservo il suo anello pastorale», conclude. Inciso che richiama anche la tradizione da innestare nel nuovo corso.

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