Meteo

Sardegna, dopo l’afa i nubifragi 

Pioggia, grandine e una tromba d’aria devastano la Trexenta 

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In una estate che dà segni di squilibrio meteorologico, con la colonnina di mercurio che nell’arco di poche ore può crollare di 10/15 gradi e il cielo che da limpido e soleggiato diventa cupo e coperto, per la seconda volta in alcuni giorni il sud Sardegna è costretto ad affrontare un’emergenza in questo periodo inattesa.

Quattro giorni fa

Come lo scorso 27 giugno, ieri nel pomeriggio densi nuvoloni si sono ammassati principalmente sopra la Trexenta e il Gerrei scaricando a terra una enorme quantità di acqua e grandine che in un tempo particolarmente ridotto ha invaso caditoie e cunette tracimando sulla strade ed entrando, in non pochi casi, nelle abitazioni.

Colpite soprattutto Senorbì, quasi l’epicentro del forte temporale, dove i venti avrebbero raggiunto anche i 100 chilometri orari; Mandas; Sant’Andrea Frius; Ortacesus; Barrali; e così via. Gravi i danni alle coltivazioni, con la stagione che rischia di essere compromessa. Una tromba d’aria ha scoperchiato un capannone e sradicato piante dalle radici ben salde.

Il coltivatore

«Cosa è successo? È successo che è venuta giù una bomba d’acqua con una tromba d’aria che non riesco a descrivere», sottolinea sconsolato il coltivatore Cristian Cabiddu, proprietario di ettari di coltivazioni tra Senorbì, Ortacesus e Barrali. Nel momento in cui è partito il temporale lui era in auto e ha visto in diretta il disastro. «La tromba d’aria spostava la macchina, ha scoperchiato capannoni, sradicato piante». Il fortunale «sarà durato un’ora, ha colpito metà Trexenta. Le coltivazioni? Tutto devastato. Angurie, meloni, melanzane, peperoni, zucchine. Il raccolto è andato. Anche l’anno scorso ho subito un danno simile su 4 ettari. Avevo detto che se fosse capitato di nuovo avrei chiuso. Ora resterò disoccupato».

Difficile attendersi risarcimenti. «Dalla Regione mai niente. Solo promesse. Vogliono che i coltivatori si assicurino ma ci costa 4.500 euro a ettaro. Dovrei spenderne 22mila. Cifre impossibili, costi insostenibili. Rimborsano il 40 per cento, ma il 60 dobbiamo metterlo noi di tasca. E chi ce lo ripaga? Il consumatore, che poi protesta per il prezzo elevato? Smetto».

Case e alberi

A Senorbì in centro si sono viste strada e case allagate. Per ore è mancata l’energia elettrica, probabilmente a causa di un cavo caduto in strada che ha reso necessario l’intervento di vigili del fuoco ed Enel; in via Lonis alcuni scantinati sono stati invasi dall’acqua; alcuni alberi sono crollati su via Campioni, che collega il centro abitato alla Statale 547, a sua volta invasa dal fango e sulla quale sono cadute frasche spezzate dal forte vento; il chiosco di piazza Padre Pio è dovuto restare chiuso, spazzato da vento e pioggia.

A Siurgus Donigala, dove è mancata la corrente elettrica, si è assistito a una forte grandinata e l’acqua ha allagato un centro commerciale allagato. Tanti le piante a terra tra Selegas e Ortacesus.

Anche a Mandas, dove due case sono state invase dall’acqua ma il problema è stato risolto in poco tempo. Decine in tutto il territorio gli interventi di pompieri, Protezione civile, volontari. Enormi i danni alle campagne.

I sindaci

Solo intorno alle 18 la situazione è tornata nella norma. Alessandro Pireddu, sindaco di Senorbì, ha confermato i problemi «nella parte bassa» del paese, ma alla fine «l’acqua fortunatamente è defluita» e il peggio è passato. Così a Mandas, dove il sindaco Umberto Oppus a metà sera ha definito la situazione «sotto controllo».

(ha collaborato S. Sirigu)

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