Bonifiche delle aree ex Sardamag: l’attesa dura da decenni e entrando a Sant’Antioco è ben visibile a tutti quel che resta di una storia industriale di un paese che ha voluto chiudere un capitolo senza riuscire a cancellarne le tracce.
L’area
I resti dello stabilimento, attivo dal 1965 al 1997, sono un brutto biglietto da visita per chi varca le porte del paese. Dopo una prima fase trascorsa invano aspettando che venisse mantenuta la promessa che alla chiusura della fabbrica sarebbe seguita la bonifica totale, si è dovuto aspettare sino al 2011 per il primo programma di caratterizzazione ambientale. Tra ottobre 2013 e agosto 2017 si è provveduto allo smaltimento dei rifiuti da demolizione e, ne frattempo, nel 2016, è stato redatto un progetto preliminare di bonifica e inviato agli enti partecipanti alla conferenza di servizi per l’istruttoria finalizzata all'approvazione definitiva. Successivamente sono stati dati diversi incarichi per la predisposizione del progetto operativo. A febbraio 2020 il ministero dell’Ambiente, in conferenza di servizi, ha chiesto ulteriori chiarimenti e approfondimenti in tempi stretti. Ricorda bene ogni passaggio l’ex sindaco Mario Corongiu che ricorda tutte le fasi in cui, sul versante ex Sardamag, è stata impegnata la sua amministrazione. «Noi abbiamo fatto tanto - dice - di fatto con noi hanno preso il via le bonifiche nell’area dello stabilimento. Non voglio fare polemica ma sarebbe interessante capire cosa è stato fatto dopo. Quando noi abbiamo lasciato, era chiaro il programma e le competenze, sia quelle della Regione sia quelle del Comune».
L’attesa
Massimo Fois è stato uno degli operai più giovani, tra gli ultimi assunti dalla Sardamag quando ancora si produceva ossido di magnesio. Oggi fa parte della Rsu Igea. «Da cittadino di Sant’Antioco auspico che in quei terreni possa nascere un futuro economico florido per il bene dei nostri figli e delle nuove generazioni - dice - da operaio Igea, spero che proprio noi potremo occuparci delle bonifiche indispensabili per recuperare quelle aree in tempi brevi». Igea infatti è titolare dei lavori che dovranno essere fatti per bonificare quelle aree. «Il progetto di bonifica dell'area ex Sardamag è tra gli obiettivi strategici inseriti nelle linee guida del Piano industriale 2025-2029 di Igea, in fase di approvazione da parte della Regione Sardegna - dice l’amministratore Salvatore Mattana - sostanzialmente prevede due lotti, un primo funzionale che riguarda la bonifica e sistemazione dell'area d'ingresso contigua all'abitato di Sant'Antioco e all'area portuale, con demolizione degli edifici, eliminazione dell'amianto e pulizia di un'area interessata da inquinamento. Il secondo lotto invece, prevede la bonifica dell'intera area e, dopo una richiesta di riesame del ministero dell’Ambiente deve essere presentato in conferenza di servizi».
Il Comune
Si prevedono in ogni caso tempi lunghi per vedere la bonifica conclusa, con grosse difficoltà persino nel quantizzarli. «Siamo consapevoli che la bonifica, ma soprattutto la valorizzazione delle aree ex Sardamag, non sia una partita facile - ha detto il sindaco Ignazio Locci - la nostra ambizione è vedere realizzato ciò che abbiamo previsto nel Puc: trasformazione a parco urbano, attività direzionali, commerciali che potranno anche dare un’opportunità al nostro porto. Certamente la cantieristica e il turismo sono l’auspicata opportunità. Ci sta a cuore il miglioramento della viabilità, realizzare una bretella all'interno delle aree ex Sardamag che consenta poi un facile accesso anche al resto dell'isola. Contiamo che la Regione insieme a Igea diano finalmente soddisfazione alla nostra comunità».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
