Il traguardo.

Santu Predu, in festa col pallone 

Entusiasmo per la storica promozione in Prima categoria ma mancano i campi 

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Tutto comincia alla fine degli anni Settanta, nel cuore di Nuoro. È lì che don Salvatore Floris, parroco della Madonna del Rosario, osserva un gruppo di ragazzini che trascorrono le giornate tra schiamazzi e piccoli atti di vandalismo. Non li giudica, ma sceglie di agire. La sua richiesta è diretta: bisogna “tirarli via dalla strada”. È l’intuizione che darà origine a una delle realtà sportive e sociali più significative della città.

A raccontare quei giorni è Pasquale Catte, per molti una bandiera della Nuorese calcio, ma per i “santupredini” è il fondatore della squadra del rione dei pastori. «Una sera il parroco ci chiamò. Io ero con Peppe Mura. “Venite, venite”, ci disse. In piazza c’erano questi ragazzi che facevano cagnara, rompevano anche vetri. Ci chiese un aiuto: dobbiamo fare qualcosa. E così nacque l’idea: una squadra di calcio per tenerli lontani dalla strada».

Nasce la polisportiva

Nel 1978 quell’idea diventa realtà: nasce la Santu Predu. Sì, la Santu Predu, perché inizialmente è una Polisportiva. L’ambizione era offrire più discipline, una società rionale, ma i ragazzi scelsero subito e solo il calcio. «Erano una ventina, volevano solo giocare a pallone», ricorda Catte.

Tutti del quartiere, con talento e bisogno di appartenenza. Il primo allenatore fu Gaetano Floris. Gli inizi furono difficili. Nel primo campionato di Terza categoria, l’esordio fu una sconfitta contro la Junior Oliena, poi nella gara dopo l’impresa a San Teodoro contro la favorita. «Eravamo matti dalla gioia», dice Catte.

Il quartiere cambia volto

Quella squadra trasformò piazza del Rosario. Da luogo di disordine a spazio di tranquillità. «La sera si allenavano e non avevano più tempo per fare danni», racconta Catte. Una rivoluzione silenziosa, senza strutture, con una forte missione educativa che rappresenta il cuore della società.

La stagione della svolta

Quasi cinquant’anni dopo, quello spirito è rimasto intatto. Il Santu Predu conquista la Prima categoria travolgendo l’Orani 9-1 e chiudendo il campionato in anticipo. Una festa collettiva che coinvolge tutto il quartiere. Il merito è di una dirigenza guidata dal presidente Peppino Monni e dal vicepresidente Paolo Fenu, capace di unire esperienza e rinnovamento.

Vittoria sul campo

«Questa volta abbiamo vinto sul campo», sottolinea il dirigente Mariano Fadda. «Un risultato costruito con lavoro e passione. Abbiamo riportato entusiasmo e tanta gente al campo». I numeri raccontano una stagione straordinaria: 99 gol fatti, 30 subiti. Ma il segreto è nel gruppo. «Marco Coccone (l’allenatore ndr ) ha creato una squadra di amici, con tanti ragazzi della zona», spiega Fadda. Tra gli uomini chiave della stagione c’è Niccolò Deiana, tornato da categorie superiori per dare una mano: 24 gol in metà campionato, decisivo per la promozione.

Crescere senza un campo

Se la promozione rappresenta un punto di arrivo, resta però aperta una questione storica: la mancanza di strutture adeguate. Fin dalle origini, il Santu Predu ha dovuto arrangiarsi. Oggi il problema non è risolto. «Senza un campo è difficile programmare», sottolinea il vicepresidente Paolo Fenu. «Abbiamo dovuto investire risorse per poter giocare affittando i campi da altre società, rinunciando a sviluppare il settore giovanile». Una criticità che riguarda non solo la società, ma più in generale il movimento sportivo cittadino, e che rischia di frenare proprio quella funzione educativa che da sempre rappresenta quel valore aggiunto di un gruppo di Nuoresi, che ha fatto nascere una squadra rionale, e che oggi si è scoperta anche grande.

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