Quartucciu.

Sant’Isidoro, rischio flop per i bus a chiamata 

La minoranza attacca: «Mezzi poco utilizzati». L’assessore: «Serve pazienza» 

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Il servizio di bus a chiamata destinato a Sant’Isidoro era stato accolto come una svolta attesa da anni per migliorare i collegamenti tra le campagne e il centro abitato. Dall’inizio del servizio nel mese di aprile però, le richieste dei cittadini non sembrano confermare le aspettative iniziali. Il tema finisce al centro del confronto politico tra maggioranza e opposizione che, pur partendo da valutazioni diverse, concorda su un punto: le richieste al servizio sono ancora troppo poche. Da questa valutazione, che durerà sei mesi, dipenderà l’eventuale rinnovo del servizio, da parte del Ctm.

L’attacco
«I risultati della prima fase, che lo stesso assessore ha riconosciuto come non pienamente soddisfacenti, dimostrano che il progetto necessita di profonda revisione. La sua scelta si sta dimostrando poco efficiente per il nostro territorio», spiega l’intero gruppo di minoranza. «Il servizio può operare solo sulle strade asfaltate, non è attivo la domenica e richiede la prenotazione entro il giorno precedente. Rende quindi difficile rispondere alle esigenze quotidiane e agli spostamenti non programmati. Inoltre, le modalità di prenotazione – tramite app o telefono in fasce prestabilite – rischiano di rappresentare un ostacolo soprattutto per le persone anziane. A ciò si aggiunge il numero limitato di posti disponibili». Poi i consiglieri lanciano un appello: «Bisogna costruire un servizio realmente accessibile con maggiore flessibilità, aumento dei posti e la realizzazione di una fermata, garantendo ai cittadini pari opportunità di accesso ai servizi, alla mobilità e alla vita della comunità».

La replica
Dall’assessore Cristian Mereu arriva l’invito a pazientare. «La fase di sperimentazione serve proprio al Ctm per valutare gli opportuni correttivi, per cui ci siamo già attivati, dice. «Si stanno studiando, con l’azienda e il Comune di Quartu, ulteriori azioni per stimolare la domanda da parte degli utenti interessati ad un servizio che auspichiamo possa diventare stabile. È un progetto importante, ma è necessario che soprattutto i cittadini partecipino attivamente affinché possa funzionare». E sul percorso conclude: «Il Comune non può imporre al Ctm di far transitare i bus in strade che non sono di proprietà pubblica e soprattutto private. Sarebbe illegittimo ed esporrebbe lo stesso Ctm a problemi seri in caso di sinistri. Non si può pretendere che il servizio a chiamata diventi servizio per le emergenze, la società ha bisogno di programmare i bus».

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