L’emergenza.

Sant’Elia ostaggio delle discariche 

Operatori ecologici con la ramazza davanti a cumuli di rifiuti sparsi ovunque 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Via Schiavazzi, giovedì mattina. L’operatore ecologico di turno si guarda intorno sconsolato. Non sa da dove iniziare. È un uomo solo in tuta arancione contro una montagna di rifiuti più alta di lui che si estende per cinquanta metri. Una lotta impari, una missione impossibile. Armato di ramazza, Alessandro - così dice di chiamarsi il malcapitato netturbino - fa quel che può. Ma il suo impegno è una goccia nel mare. I rifiuti sono troppi. E non solo lì. Il problema riguarda tutta la “zona nuova” di Sant’Elia, con discariche da piazza Vasco de Gama a piazza Lao Silesu.

Discarica a cielo aperto

C’è di tutto: sacchi ricolmi di scarti domestici, materassi, mobili, elettrodomestici, parti di automobili e chi più ne ha più ne metta. Cornacchie e gabbiani pasteggiano, così come i topi. Il tanfo è nauseabondo. Una bomba ecologica, un'emergenza igienico-sanitaria che va avanti da settimane, con buona pace dei residenti (in regola o no con la Tari) costretti a vivere con le finestre chiuse per evitare che la puzza ammorbi casa. Monica Tuveri è preoccupata. I suoi anziani genitori risiedono a Palazzo Bodano, otto piani, dove non funziona l’ascensore e le scale sono al buio. «Sant’Elia? Un quartiere allo stato brado», dice, «pieno di spazzatura, non si respira. Sotto casa dei miei è uno schifo, uno scempio». «Gli addetti alla raccolta passano ma toccano solo i mastelli, il resto rimane», riferisce da piazza Falchi Gabriella Paderi, «andava meglio quando c’erano i cassonetti. Anche a Sant’Elia, come ovunque, c’è maleducazione, ma posso assicurare che molti rifiuti arrivano da fuori. La notte c’è buio, non c’è controllo, vengono a scaricare qui da lontano: svuota-cantine abusivi o gente che si sta facendo lavori in casa. Ho visto tanti fogli vicino a una busta, sono andata a guardare: c’erano documenti e bollette. Provenienza: Selargius. Li ho fotografati, posso dimostrarlo».

Misure straordinarie

Sulla grave situazione si registrano un’interrogazione del consigliere comunale Ferdinando Secchi (Lega - Anima di Sardegna) e un duro intervento dell’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi. «La nostra Amministrazione», si difende, «sta investendo tantissime risorse e realizzando opere pubbliche molto attese. La volontà di riqualificare Sant’Elia è massima. Alcuni si oppongono a questo cambiamento e tengono in ostaggio la parte virtuosa della popolazione. Persone che non vogliono rispettare le regole e ritengono che il Comune abbia il dovere di liberarle da ogni rifiuto abbandonato indiscriminatamente. Abbiamo attivato la Polizia locale e decine di telecamere. Voglio sottolineare che questo reato lo si commette anche verso sé stessi, le proprie famiglie, i propri figli. Appena entrerà in funzione il nuovo appalto ritireremo i vecchi mastelli e consegneremo i nuovi che verranno posti sotto la responsabilità dei proprietari. La settimana prossima ci sarà un sopralluogo per valutare misure straordinarie».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?