Non si placa la polemica attorno ai festeggiamenti di Sant’Efisio, finita al centro di un acceso dibattito dopo l’intervento dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Nel mirino i Comuni di Capoterra, Pula, Sarroch e Villa San Pietro, chiamati in causa dal presidente Andrea Loi, che ha denunciato l’esclusione di Cagliari dai manifesti pubblicitari («Una scorrettezza») e una gestione della tradizionale sfilata ormai troppo orientata verso logiche “aziendali” («Troppi interessi turistici»). Accuse che hanno riacceso il confronto attorno a uno degli appuntamenti più identitari dell’Isola e spinto i sindaci coinvolti a intervenire per chiarire la propria posizione.
Botta e risposta
Il caso dei manifesti è il primo nodo della discussione. Nei Comuni attraversati dalla processione, infatti, le locandine promozionali dedicate a Sant’Efisio non riportano il nome di Cagliari, elemento che per l’Arciconfraternita rappresenta una mancanza di rispetto verso il capoluogo, dove sono custodite le reliquie del Santo e da cui nasce il cuore della devozione. Una lettura respinta dal sindaco di Capoterra, Beniamino Garau, che invita ad abbassare i toni: «La polemica dovrebbe nascere se ci fosse un menefreghismo da parte delle autorità e dei sindaci rispetto a questa festa», spiega. «Queste polemiche portano solo a uno scollamento. Il turismo arriva dopo, di riflesso: quello che è importante è rendere più grande la festa per rendere onore al Santo. Sant’Efisio non è solo Cagliari, ma si ricalca la strada che portò Efisio al martirio, oltre a essere il nostro santo patrono».
«Difetto di comunicazione»
Non si fa attendere, lungo la costa, la risposta dei sindaci, decisi a ridimensionare i toni della polemica. «Credo che questa polemica non porti a nulla e vada smorzata subito», esordisce il primo cittadino di Sarroch, Angelo Dessì. «Proprio domenica abbiamo fatto una proiezione di un documentario su Sant’Efisio legato a Sarroch, e ho gradito la presenza dell’Arciconfraternita. Tutto si può aggiustare e si può pensare a una comunicazione congiunta prima dell’inizio delle celebrazioni». Sulla stessa linea anche la sindaca di Villa San Pietro, Marina Madeddu, che parla di un problema più formale che sostanziale: «Non è stato fatto per escludere nessuno, probabilmente c’è un difetto di comunicazione. È la prima volta che partecipiamo al percorso e abbiamo pensato a un progetto condiviso con tempi molto stretti. Probabilmente, andando di corsa, è mancato qualcosa nella comunicazione, ma non c’è alcuna volontà escludente. Nei vari Comuni sono anche inserite giornate dedicate al culto del Santo: il turismo non è la finalità ultima dei manifesti».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
