La Festa.

Sant’Efisio, torna il Terzo Guardiano 

Dopo la mancata elezione di un anno fa, scelto il “figlio d’arte” Gigi Puddu 

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È arrivata la “fumata bianca” che segna ufficialmente l’inizio della grande Festa di Sant’Efisio, l’evento più atteso dai fedeli. Ieri sera, dopo un anno di assenza, la Guardiania dell’Arciconfraternita del Gonfalone ha eletto il Terzo Guardiano, figura incaricata di custodire il simulacro del santo. Una tradizione antica che si rinnova ogni 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe. Quest’anno, nella 370ª edizione della festa, a indossare gli eleganti abiti del “regista” sarà Gigi Puddu. Un ruolo che torna ad avere un nome dopo lo stop della scorsa edizione, quando non fu designato alcun Terzo Guardiano per mancanza di candidati e le sue funzioni vennero affidate all’intera Arciconfraternita, sotto la guida del presidente Andrea Loi.

Il “regista” della festa

Cagliaritano, classe 1969, Puddu è un vero “figlio d’arte”: il padre fu già Terzo Guardiano nel 1981, poi nell’85, la madre fu a sua volta consorella. «La nomina di oggi è un’emozione unica: per me è una tradizione di famiglia. Più di un onore: sono davvero felicissimo», dice appena dopo la nomina. Ieri sera alle 19, con il loro elegante abito scuro, i Guardiani sono entrati nella chiesetta di Stampace per la celebrazione della messa. Al termine, chiuse le porte, si è proceduto alla votazione a scrutinio segreto. Poco prima delle 20 la piccola finestra al primo piano del tempio dedicato al martire guerriero, si è spalancata annunciando l’avvenuta elezione.

La nomina

Nella piazza tutti esultano. «Il conclave è sciolto» sorride uno dei confratelli. Subito dietro di lui arriva anche Gigi Puddu. Con le lacrime agli occhi per l’emozione, alla sua prima esperienza nei panni di Terzo Guardiano. «Sono nato e cresciuto qui – dice –: ho vissuto questa realtà fin da bambino, tra giochi in piazza e pellegrinaggi. Entrare ufficialmente nella confraternita nel 2015 è stato un passo naturale, anche se arrivato più tardi per via del lavoro e degli impegni». Immediato il pensiero alle responsabilità di cui sin da subito dovrà farsi carico: «L’obiettivo è che sia una festa bellissima per tutti e che, con l’aiuto del Signore e l’intercessione di Sant’Efisio, tutto si svolga nel migliore dei modi. Speriamo di poter riportare il simulacro il 4 maggio e sciogliere, come da tradizione, il voto».

L’antico rito

«Ho interpretato il fatto che lo scorso anno non sia stato eletto un Terzo Guardiano come un segnale dall’alto: nell’Anno Santo doveva essere l’intera confraternita a farsi carico di quel ruolo», commenta il Primo Guardiano, Andrea Loi. «Oggi non è facile trovare qualcuno disposto a sostenere un impegno così gravoso: il Terzo Guardiano è il vero e proprio regista, è colui che si fa carico di tutta l’organizzazione del rito religioso e del pellegrinaggio. La vita è molto diversa rispetto al passato e conciliare il tutto è sempre più complicato». Una festa che coinvolge sempre più fedeli anno dopo anno, che arriva oltre i confini della città e quelli della fede. «A seguire la festa non sono più solo i confratelli e i credenti – continua Loi –. Sempre più famiglie si avvicinano al culto di Sant’Efisio. È bello vedere tanti bambini ma anche tanti turisti che si sono affezionati al santo e che anno dopo anno tornano per seguire le processioni. La nostra missione è questa: riproporre riti antichi con motivazioni nuove». E conclude: «La festa è sempre uguale e sempre diversa: cambiano le intenzioni di preghiera, le dediche, gli incontri, le persone. Ed è proprio questo a renderla ogni anno più ricca».

Presente alla cerimonia anche il nuovo Alter Nos Giovanni Porrà, nominato martedì sera in chiusura del Consiglio comunale. Appena 34 anni, una laurea in Economia e finanza, responsabile commerciale in un’azienda. È il secondo più giovane rappresentante del Consiglio comunale e uno degli Alter Nos più giovani di sempre.

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