Il caso.

Sant’Efisio, la processione è un’incognita 

Il possibile stop ai buoi apre diversi scenari: statua in spalla sino a Capoterra? 

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Un piano B, definito e definitivo, ancora non c’è. Banalmente, perché ancora Asl e Regione non hanno comunicato (lo faranno nella giornata di oggi) se la quarantena dei bovini imposta per il momento fino al 30 aprile dopo i nuovi casi di dermatite continuerà o meno a maggio. E nessuno, quindi, ancora sa se per la Festa di Sant’Efisio potranno essere impiegati i buoi per le traccas e per il trasporto del cocchio (appena restaurato) lungo i luoghi del martirio. Nel frattempo, però, Arciconfraternita del Gonfalone, custode secolare del rito, e organizzatori studiano un piano di emergenza (da sottoporre al vaglio della Soprintendenza). Perché una cosa è certa: Sant’Efisio non è stato fermato dalle bombe né più recentemente dal Covid, non sarà la malattia dei bovini a impedire lo scioglimento del voto anche quest’anno. «Noi siamo comunque ottimisti che alla fine una soluzione positiva si troverà e la Festa si svolgerà come da tradizione e programma», spiega Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita.

Gli scenari

Nell’attesa, però, si fanno valutazioni straordinarie (e doverose) che ipotizzano due soluzioni: la prima, trasportare il cocchio del Santo a piedi fino a Capoterra con una portantina (la stessa che viene utilizzata il giorno di Pasquetta per il primo scioglimento del voto); la seconda, utilizzare un piccolo furgoncino, cercando di non alterare eccessivamente la solennità del momento. L’una o l’altra ipotesi dipendono dalle decisioni che Regione e Asl assumeranno questa mattina. Nel primo caso, se venisse confermata la quarantena anche oltre il 30 aprile, è verosimile che il divieto di movimentazione dei capi non venga esteso oltre un raggio di 50 chilometri dai nuovi focolai (Muravera). Cagliari rientrerebbe in quel divieto assoluto ma non i luoghi del martirio che vanno da Capoterra a Pula e Nora. Da qui l’idea di far trasportare Sant’Efisio a spalla da Cagliari (un’ipotesi è utilizzare la portantina che viene utilizzata il giorno di Pasquetta quando esce la statua del Lonis) e introdurre i buoi soltanto da Capoterra in poi, cioè nel tratto successivo del pellegrinaggio.

Il furgoncino

La seconda possibilità entrerebbe in gioco nell’eventualità che la quarantena venga estesa oltre il 30 aprile e in tutta la Sardegna: in quel caso occorrerà fare a meno dei buoi che rappresentano uno degli elementi simbolici della processione. Tradotto: niente traccas (sedici quelle previste quest’anno) e niente giogo che trasporta i due cocchi (quello di gala e quello di campagna), appena restaurati a tempo di record proprio la Festa. In questo caso, dovendo rinunciare al cocchio, l’idea è utilizzare un furgoncino (potrebbe essere quello dell’Esercito?) per il trasporto del Santo per tutti i quattro giorni della processione. Ma anche per questa soluzione, come per tutte le altre, occorrerà il via libera della Soprintendenza.

La speranza

La decisione finale dipenderà dalle indicazioni delle autorità competenti che, anche di fronte all’eventualità di una quarantena che potrebbe essere prolungata, potrebbero concedere una deroga all’impiego dei buoi proprio per la Festa di Sant’Efisio. In questo caso, Asl e Regione chiederanno a Comune, Arciconfraternita e organizzatori il rispetto di precise prescrizioni (sul mantenimento della distanza) che sarebbero già state garantite. La macchina organizzativa lavora a pieno ritmo.

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