La ricorrenza

Sant’Efisio a Nora, processione in spiaggia con il bagno di folla 

Fedeli da tutta la Sardegna, oggi il tragitto per il rientro a Cagliari 

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La piccola cripta della chiesetta di Nora ribolle di fedeli già dalle prime ore del mattino. Ognuno scende gli scalini consumati dal tempo per raggiungere il luogo in cui Efisio di Antiochia conobbe il martirio, e recitare una preghiera in silenzio. Qui sotto l’aria si fa quasi rarefatta, le candele accese dai fedeli rischiarano le pareti in pietra arenaria. L’ultimo giorno in cui Sant’Efisio soggiorna a Pula si apre con la messa del mattino all’aperto celebrata da monsignor Giuseppe Baturi: il sagrato della chiesa è gremito, trovare un posto a sedere impossibile. A impreziosire la cerimonia, le launeddas dell’eterno maestro Luigi Lai e dei suoi allievi. Nella sua omelia, l’arcivescovo di Cagliari affronta anche il tema delle guerre, e invita a seguire l’esempio di Sant’Efisio: «La sua luce continua a illuminarci, la luce di un uomo che ha vissuto la sua vita così intensamente da donarla, un messaggio da fare nostro».

I fedeli

C’è chi viene a Nora da tutta una vita, e chi ha varcato la soglia della chiesa per la prima volta, come Maria Carla Atzeri, venuta da Domus de Maria solo per ringraziare il Martire Gurriero della sua recente intercessione: «La scorsa settimana ho perso mia madre, quando sono andata a trovarla in ospedale ho avuto un malore e mi hanno ricoverata. Ho scoperto di avere un problema al cuore e mi hanno impiantato un pacemaker: oggi ho voluto essere qui per ringraziare Sant’Efisio per questa grazia». Piergiorgio Orrù di Arbus da trent’anni non perde occasione per venire a ringraziare il santo al quale si era affidato per supere un problema di salute: «Ero ricoverato in un letto dell’ospedale Brotzu, e lo pregai per aiutarmi a guarire. Quella malattia è un lontano ricordo, ma non ho dimenticato la sua intercessione, per questo sento il bisogno ogni anno di venire qui a ringraziarlo». Per Stefania Mura e Maurizio Ibba di Quartu scendere gli scalini della cripta è un momento emozionante: «Qui si prega per la salute dei propri cari, ma anche per quello che sta accadendo nel mondo».

I curiosi

La festa di Sant’Efisio è anche l’occasione per vedere a Pula i primi turisti della stagione: nonostante il mare increspato dalle folate di maestrale, qualcuno non rinuncia a un tuffo in mare. I più curiosi sono gli stranieri, che osservano ogni momento delle celebrazioni con molto interesse, come Xavier Giraux e Vanessa Carn, una coppia canadese in vacanza in Sardegna: «I colori, i profumi, la devozione, è tutto bellissimo. È la prima volta che assistiamo a questo spettacolo, ci porteremo a casa un bellissimo ricordo di questa festa».La processione delle 18 è il momento più sentito della giornata: il simulacro portato in spalla sino alle porte del parco archeologico di Nora ritorna nella chiesetta attraversando la spiaggia, dove sono ancora visibili le ferite inferte dell’uragano Harry. È l’ultimo atto prima del rientro a Pula al lume di candela, dove Sant’Efisio trascorrerà la notte prima di riprendere il cammino questa mattina alla volta di Cagliari.

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