Il focus.

Sant’Avendrace, la rinascita tradita 

Cresce la rabbia tra i residenti: «È una vergogna. Vogliamo essere ascoltati» 

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Le buche nell’asfalto costringono le auto a zigzagare lungo la strada. Nei marciapiedi dissestati si incastrano ruote di passeggini e deambulatori, mentre le serrande abbassate di alcune attività raccontano anni di difficoltà. A Sant’Avendrace la sensazione più diffusa è una: essere stati dimenticati. Anni di promesse, progetti annunciati e mai davvero realizzati – come l’appalto flop da 2,5 milioni di euro per il rifacimento del viale del 2018 e la rescissione del contratto nel 2023 – hanno alimentato la sfiducia dei residenti, stretti tra degrado, problemi di sicurezza e una riqualificazione che, secondo molti, non è mai davvero partita. Eppure, nonostante tutto, il quartiere continua a essere vissuto e difeso da chi lo abita ogni giorno.

L’appello

«Vogliamo che Sant’Avendrace torni a vivere – dice Francesca Dettori, residente della zona –. Ci avevano promesso 16 milioni per la riqualificazione, ma che fine ha fatto quel progetto? Recentemente il sindaco mi ha parlato della volontà di riprenderlo in mano, ma aspettiamo ancora un incontro che ci spieghi concretamente cosa si voglia fare». La sensazione di molti è che il quartiere abbia perso centralità nelle priorità della città. «Ci parlano di riqualificazione da anni», racconta un gruppo di abitanti seduti davanti al bar del quartiere. «Ma alla fine restano solo parole». Eppure Sant’Avendrace conserva ancora un’identità forte, fatta di memoria storica, piccoli commerci e rapporti di vicinato che resistono al tempo. Un legame che rende ancora più difficile accettare lo stato attuale. «Sant’Avendrace potrebbe essere un gioiello – continua Dettori –. Dalla Grotta della Vipera a Villa Laura, ci sono luoghi straordinari che potrebbero essere valorizzati e riscoperti sia dai cagliaritani che dai turisti».

La trasformazione

Le condizioni delle strade restano il simbolo più evidente del malessere del quartiere. «Da anni ci promettono il rifacimento ma qui non cambia niente – commenta Franco Pisano –. Mancano servizi, spazi per giovani e anziani». Anche i commercianti denunciano le difficoltà quotidiane. «Le attività sono penalizzate dalle condizioni pietose delle strade – osserva Mauro Curreli –. Dopo i lavori del primo lotto tutto si è fermato». Accanto al degrado cresce la preoccupazione per la sicurezza.

Tema sicurezza

«Noi abbiamo già subito due furti – racconta Iole Trovato del Party Store –. Ci sentiamo un po’ abbandonati». Una sensazione condivisa da molti abitanti del quartiere. «Il problema non sono solo le strade – aggiunge Giorgio Colizzi –. Ci sono troppe zone buie, poca illuminazione e tanta incuria. Vedere il quartiere in queste condizioni è davvero una ferita aperta al cuore». Tra le voci più dure Pina Concu e la figlia Sonia Pala, che raccontano le conseguenze concrete del dissesto. «Una vergogna. Mia madre è caduta battendo violentemente la testa e ferendosi ai gomiti», spiega Sonia – Il deambulatore si è incastrato nell’asfalto dissestato delle strisce pedonali e lei è caduta all’indietro». Da allora le due donne hanno cambiato le loro abitudini. «Facciamo percorsi diversi anche solo per andare al bar. Ormai usciamo sempre meno. Non è piacevole vedere ogni giorno degrado e abbandono».

Il Comune

Dal Comune, l’assessore alla mobilità Yuri Marcialis fa sapere che la riqualificazione di Sant’Avendrace resta una priorità. «Stiamo lavorando a un progetto complessivo – promette –. L’obiettivo è avviare entro l’anno un intervento che riguarderà sottoservizi, illuminazione pubblica, marciapiedi, carreggiata, attraversamenti rialzati e una migliore organizzazione della sosta». In attesa dei lavori strutturali, è programmato anche un intervento di bitumazione per migliorare la sicurezza stradale. Ma dopo anni di annunci, i residenti attendono soprattutto una cosa: che alle promesse seguano finalmente i fatti.

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