Inchiesta

Santa Caterina, cantiere infinito nella terrazza chiusa da 17 anni 

Bastione: erbacce e transenne nel monumento simbolo della città 

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L’ultima scadenza annunciata era estate 2025. Saltata, come altre tanti termini di consegna delle opere pubbliche in città. La terrazza di Santa Caterina del bastione di Saint Remy è ancora recintata, vietata a cagliaritani, turisti e scolari dell’omonima scuola elementare che un tempo la utilizzavano per la ricreazione. Per completare il solaio sembra manchi poco, mentre la scalinata che costeggia Palazzo Boyl presenta ancora ferite lunghe da rimarginare

Lavori eterni

Il Bastione è il monumento più rappresentativo del capoluogo ma non versa in buona salute, in ostaggio di vandali e cantieri eterni. La conclusione dei lavori nella terrazza di Santa Caterina sembrano a un passo dal traguardo che però non si raggiunge mai. L’opera di recupero è iniziata il 10 giugno 2009, quando alla guida di Palazzo Bacaredda c’era Emilio Floris. L’obiettivo iniziale era scoprire la causa dell'umidità che stava danneggiando il soffitto della Passeggiata coperta di Saint Remy. Intoppi burocratici, mancanza di fondi, concerti di Capodanno, nuove scoperte archeologiche, stop e ripartenze portano il “cantiere infinito” sino ai giorni nostri con la posa in opera delle travi che coprono l’ipogeo con un pavimento flottante. Nei programmi del Comune c’è la musealizzazione degli scavi archeologici con la realizzazione di un doppio accesso ai rinvenimenti punici dell'ipogeo e di superficie recanti due tombe del Bronzo, fortificazioni medievali e resti di un impianto idrico punico romano. Nei programmi c’è la pavimentazione in granito della piazza, come quella della terrazza Umberto I. Inoltre dovrà essere modificato lo scalone di accesso costruendo un pianerottolo. Lavori eterni, archeologici, nel senso di antichi. Nel frattempo, rimangono erbacce, rifiuti, incuria e una scalinata chiusa che costringe a lunghi giri.

Ennesimo stop

Sino alla settimana scorsa di operai al lavoro neanche l’ombra. Ieri, però, due dipendenti della ditta che sta eseguendo l’opera di riqualificazione sono miracolosamente ricomparsi. Se le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare, come annunciato, le attività da lunedì probabilmente si rifermeranno di nuovo. Ma qual è la causa che impedisce la restituzione alla città di uno dei suoi monumenti più simbolici? «I lavori al bastione di Santa Caterina rientrano in un intervento di particolare complessità, che nel tempo ha richiesto approfondimenti e aggiornamenti progettuali anche a seguito di ritrovamenti archeologici», spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici Yuri Marcialis. «Questo ha comportato una rimodulazione del cronoprogramma e la necessità di gestire con attenzione le diverse fasi del cantiere.

Attualmente le lavorazioni stanno proseguendo all’interno dell’ipogeo. Con il miglioramento delle condizioni meteo, già dalla prossima settimana è previsto l’avvio delle operazioni di approvvigionamento dei materiali necessari per le pavimentazioni, passaggio fondamentale per l’avanzamento dell’intervento». Però c’è ancora la grande incognita delle due aperture nel pianerottolo della scalinata che costeggia Palazzo Boyl. «L’amministrazione comunale – aggiunge l’assessore Marcialis – segue costantemente l’intervento, con l’obiettivo di portarli a termine nel più breve tempo possibile e restituire alla città spazi di grande valore storico, culturale e identitario».

La Sovrintendenza

I lavori di recupero, vista l’importanza dei ritrovamenti, sono seguiti con attenzione dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana. «Prima di Natale sono stati montati i sistemi che devono garantire la giusta umidità ed evitare danni ai beni archeologici», afferma l’archeologa Sabrina Cisci. «A breve verificheremo lo stato dei luoghi, modificati dall’incursione dei vandali». Quando sarà aperta la terrazza? «Speriamo – conclude l’archeologa – di tagliare il traguardo nel 2026, ma non dipende da noi».

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