Cappellacci (FI): incoscienza e mancanza di rispetto verso i sardi. Frau (Uniti per Todde): si porta avanti un lavoro efficace

«Sanità, subito un assessore a tempo pieno» 

Sindacati in pressing: rispettare i patti, troppe difficoltà, servono strategie e decisioni chiare 

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Sindacati in pressing sulla sanità, e dopo la proclamazione dello stato d’agitazione della Cgil, anche Cisl e Uil chiedono nuovamente con forza il rispetto dei patti. Sindaci e associazioni in massima allerta, mentre il Coordinamento dei comitati avverte che la mobilitazione di sabato scorso – che ha portato in piazza a Cagliari un migliaio di persone – «non è un punto d’arrivo, ma di partenza».

Opposizione in Consiglio all’attacco: ma come si fa ad andare avanti senza un assessore a tempo pieno? Si era detto che chiusa la partita dei direttori generali delle Aziende, si sarebbe arrivati a una scelta, ma quella partita in realtà non è terminata (ci sono i ricorsi aperti degli ex manager di Brotzu e Medio Campidano, e a breve sarà necessario anche sostituire Flavio Sensi a Sassari).

Le attività

«Le funzioni e la struttura dell'assessorato della sanità sono in difficoltà da molti anni, ma negli ultimi tempi la situazione è arrivata a un livello di criticità tale da mettere in seria discussione le necessarie attività di programmazione, coordinamento, strategie e indirizzi», spiega il segretario generale della Cgil Fausto Durante. «L’assunzione dell’interim da parte della presidente Todde in un momento di grandissima difficoltà ha rappresentato un segnale chiaro di responsabilità. Tuttavia, è altrettanto chiaro che quella scelta non possa né debba essere definitiva. Serve un assessore che svolga unicamente quel ruolo».

L’accordo

Dalla Cisl, il segretario generale Pier Luigi Ledda ricorda l’accordo sottoscritto il 4 agosto 2025, che deve essere pienamente attuato, a partire dagli interventi sulle liste d’attesa, dal rafforzamento della medicina territoriale e da una più efficace organizzazione dei servizi sanitari nei territori. La sanità sarda ha bisogno di scelte operative e di tempi certi, ed è indispensabile che le singole aziende sanitarie recuperino anni di assenza di dialogo e di confronto con le organizzazioni sindacali».

Le risposte

Interviene Fulvia Murru, segretaria generale della Uil: «È stato sicuramente positivo che, dopo il fallimento della gestione dell’assessorato da parte del precedente assessore, la presidente abbia deciso di metterci la faccia assumendo ad interim la sanità. Ma ora è arrivato il momento di assumere una decisione chiara e di individuare una guida stabile per uno dei settori più importanti per la vita delle persone. La sanità sarda attraversa una fase complessa e non può essere ostaggio di equilibri politici o di trattative tra partiti. Serve una figura competente, autorevole e capace di conoscere a fondo la realtà della sanità isolana. Una persona che abbia la forza e la credibilità per affrontare le questioni strutturali che da troppo tempo attendono risposte concrete».

Il dialogo

Gianfranco Angioni, referente dell’Usb sanità, sottolinea che «la presidente Todde ha parlato di dialogo, ma dire che la situazione è così da anni è un chiaro scaricabarile. Tutto ciò che ha annunciato durante il suo mandato non ha prodotto risultati concreti: la sanità è peggiorata. Le sue parole restano di facciata: servono fatti immediati, non giustificazioni».

«Le poltrone»

Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della commissione Affari sociali della Camera, avverte che «la sanità non si governa a tempo perso. Perche accade? Aveva ragione l’ex assessore quando è stato silurato, “pensano solo alle poltrone”. Questo non è solo un errore politico: è incoscienza e mancanza di rispetto verso i cittadini che ogni giorno si scontrano con una sanità senza guida».

Attacca Corrado Meloni, consigliere regionale di FdI: «È inaccettabile che a oltre due mesi dall’assunzione dell’interim da parte della presidente la Sardegna continui a navigare in un mare di incertezze e ritardi. Dopo il fallimentare biennio di Bartolazzi, la gestione accentrata della sanità da parte della presidente, per il complesso e gravoso ruolo istituzionale che riveste, sta irresponsabilmente privando la sanità isolana di una guida autorevole. La Sardegna non può permettersi un assessore part-time».

«Scelta coraggiosa»

Secondo Giuseppe Frau, vicepresidente del Consiglio regionale: «La presidente Todde ha deciso in modo coraggioso di assumere l'interim della Sanità. Nelle difficoltà che attraversa il sistema sanitario penso che questa sia stata la scelta più giusta e trasparente, che consente di coordinare in prima persona il lavoro con una squadra rinnovata, il nuovo direttore generale in assessorato e tutti i nuovi dg delle Asl. L'obiettivo è quello di dare una direzione chiara per i prossimi tre anni. Saprà valutare lei tempi e modi di un eventuale passaggio di testimone nel momento in cui sarà certa dell'efficacia del lavoro portato avanti».

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