La protesta.

San Michele, fiorai in rivolta 

Degrado e abbandono davanti al cimitero: «Nessuno ci ascolta» 

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Ogni giorno la solita storia: al loro arrivo in piazza dei Castellani, i fiorai del cimitero di San Michele sono costretti ad improvvisarsi netturbini. «Di notte il piazzale è terra di nessuno», denunciano, «con il risultato che all’alba l’area è disseminata di rifiuti». Non solo bottiglie, lattine, cartoni di pizza e scarti di fast food: «Troviamo anche preservativi, siringhe ed escrementi umani. Uno schifo». Non è tutto. «C’è anche un enorme problema di viabilità, costantemente nel caos. La sosta selvaggia è ormai la prassi, al punto che ci capita di non poter iniziare a lavorare perché troviamo i nostri spazi occupati da macchine parcheggiate in divieto di sosta. Nessuno fa rispettare le regole. Anarchia totale».

L’esasperazione

«Ci sentiamo abbandonati», si sfogano i fiorai Matteo Vacca e Luana Cinus, 36 e 31 anni. «Si ricordano che esistiamo solo a novembre, in occasione delle giornate dei defunti. Nel resto dell’anno il decoro qui non esiste: ci sono topi, blatte, zanzare e rifiuti. Ci tocca fare anche i vigili per evitare che la gente parcheggi dappertutto». Le discussioni tra automobilisti indisciplinati e fiorai sono una triste costante. «Questo perché non si vede un vigile, non ci sono telecamere, tutti fanno ciò che vogliono. Paghiamo il suolo pubblico, eppure non ci danno un pass per parcheggiare, non abbiamo cassonetti comuni e neanche bagni: dobbiamo usare quelli del cimitero, che spesso non funzionano, lasciando nel frattempo incustoditi gli stand». Amareggiato anche Andrea Fenu, 53 anni, fioraio storico. «Lavoro qui da 35 anni, ma non è cambiato niente», si rammarica, «siamo ancora costretti a stare sotto gli ombrelloni, pericolosissimi quando c’è il maestrale. Dobbiamo smontare a fine giornata e rimontare all’indomani». Condizioni di lavoro “da terzo mondo” rispetto ad altri cimiteri sardi e nazionali. «Abbiamo chiesto già da anni strutture fisse per un maggior decoro e poterci riparare dalle intemperie. Ma niente, non ci ascoltano».

L’interrogazione

Su questo tema la minoranza va all’attacco con una dura interrogazione in Consiglio comunale a firma di Ferdinando Secchi, Alessandra Zedda, Edoardo Tocco, Raffaele Onnis, Pierluigi Mannino, Roberta Sulis, Stefania Loi e Marcello Corrias. «All’ingresso del cimitero si registra una situazione di persistente criticità», scrivono, «molti parcheggiano in divieto, bloccando il lavoro degli operatori e il transito dei loro fornitori. Sul fronte del decoro, poi, la situazione è davvero insostenibile». Gli assessori competenti (Attività produttive, Igiene urbana e Mobilità) si sono riservati di replicare dettagliatamente in Aula. Nell’attesa è stata diramata solo una nota congiunta. «I mercati dei fiori dei cimiteri», si legge, «sono stalli per ambulanti su posteggio fisso, previsti dall’attuale Piano delle aree. Le concessioni decennali, assegnate con bando, scadranno nel 2034. L’area dev’essere sgomberata al termine della giornata di lavoro: una soluzione tipica per l’ambulantato poiché consente la pulizia quotidiana senza difficoltà. Le attività di pulizia prevedono lo spazzamento manuale e meccanizzato 6 giorni su 7, oltre al lavaggio ogni 15 giorni. Per ciò che concerne la viabilità, il mercato dei fiori è chiuso al traffico tranne che per i carri funebri, le macchine di servizio e quelle dei disabili. È volontà dell’amministrazione prestare massima attenzione al decoro, come sta già avvenendo all’interno dei cimiteri». A parole. Tuttavia, nei fatti, la realtà appare diversa.

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