Santu Lussurgiu.

San Leonardo, stop all’agrivoltaico 

L’impianto non si può fare, mancano le valutazioni ambientali 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

L’impianto agrivoltaico nel monte di San Leonardo non si può fare: lo annuncia il Gruppo intervento giuridico, che da principio ha contestato il progetto che una società triestina vorrebbe realizzare in terreni agricoli, tra i boschi di leccio e querce, per una potenza di quasi 20 Megawatt.

La motivazione

«Mancano le valutazioni ambientali – spiega il presidente del Grig, Stefano Deliperi - Impianti simili, per la potenza prevista, devono essere assoggettati alla preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale. E così non è stato». Il servizio Via della Regione ha accolto l’istanza del gruppo ecologista, presentata il 14 aprile, affermando in maniera inequivocabile che i lavori non possono partire. Il servizio regionale Via, mai formalmente coinvolto nella procedura, infatti sottolinea che «l’impianto è localizzato in terreni agricoli e per legge deve essere sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a Via. Cosa non avvenuta perché mai formalmente coinvolto». Inoltre è stato proposto dalla società energetica triestina San Leonardo de Siete Fuentes e non da un coltivatore diretto o un imprenditore agricolo. «Quindi manca la certificazione di idoneità alla conservazione di almeno l’80% dell’energia producibile lorda».

«Non si sente proprio il bisogno di uno stravolgimento del sito di grande pregio ambientale. Decisamente poco consona, invece, la posizione espressa dal Suape dell’Unione del Montiferru del 23 aprile, che ha trovato corretta la procedura di autorizzazione semplificata, senza nemmeno ipotizzare una revoca per evidenti carenze autorizzatorie», aggiunge Deliperi.

L’offensiva

Situazione complessa e difficile in tutta l'Isola per un’offensiva massiccia di progetti agrivoltaici ed eolici altamente impattanti sul paesaggio: «In Sardegna, le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna al 31 gennaio scorso risultano ben 645, pari a 45,08 GW di potenza, ovvero più di 23 volte gli impianti oggi esistenti nella regione». Per Deliperi è «un’overdose di energia che non potrebbe esser neanche consumata sull’Isola, che attualmente produce il 38% in più rispetto al proprio fabbisogno».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?