Sbarcato da Milano a Olbia per inaugurare ufficialmente l'operazione nazionale “Mare e laghi sicuri 2026”, lanciata dalla Guardia costiera ieri a Porto Rotondo, e in partenza per Roma destinazione Consiglio dei ministri, il vice premier, Matteo Salvini, trasforma la sua toccata e fuga in terra sarda in un impegno sui trasporti interni e sulla mobilità di chi resta. Dalla continuità territoriale alle reti ferroviarie, passando per le strade, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti vuole «cercare di recuperare qualche anno di ritardo» consapevole che «non si riesce a fare in tre anni quello che non è stato fatto in trenta».
Nuoro dimenticata
Cominciando ad esempio dal collegamento ferroviario a Nuoro: «È l’unico capoluogo in Italia a non essere connesso alla rete ferroviaria nazionale, per il quale ho dato indicazioni di superare qualche decennio di fermo degli investimenti: ho chiesto ai tecnici di valutare tracciati ipotizzabili e di quantificare costi e conto, a breve, di trovare soluzioni, ovviamente da condividere con i territori, per le quali nell’Accordo di programma con Ferrovie dello Stato troveremo il modo di reperire anche le coperture economiche».
Rassicurante sul caro trasporti e sul nodo delle tariffe protette per i viaggi in regime di continuità territoriale, Matteo Salvini strizza l’occhio alla Regione: «Se, nonostante i due conflitti in corso che aumentano il costo del carburante, non stiamo gravando con l’aumento del prezzo dei biglietti a carico dei sardi è perché la Regione e tutti gli enti locali si sono messi a disposizione e hanno fatto la loro parte».
Le gare in mare
Salvini si dice ottimista sull’evoluzione della questione della continuità marittima, con tre bandi di gara in corso per le tratte Genova-Porto Torres e Civitavecchia-Arbatax-Cagliari e un avviso per la linea Civitavecchia-Olbia, minacciati dallo spauracchio del rincaro del carburante: «Penso che ci saranno risposte positive, ho incontrato alcuni operatori che sono disponibili a offrire servizi migliori, con navi migliori, a prezzi che non aumentano e conto che la concorrenza abbassi ulteriormente le tariffe».
In Gallura per partecipare all’avvio, da ieri e fino al 20 settembre, della campagna che, dal 1991, impegna tremila donne e uomini, 450 mezzi navali e 19 aerei delle capitanerie di porto italiane per garantire la sicurezza di bagnanti e diportisti lungo gli ottomila chilometri di coste, compresi i laghi di Como, Maggiore e di Garda, Salvini, commentando i numeri riferiti agli interventi effettuati durante l’operazione 2025, ha dichiarato: «Mi colpisce il trend in diminuzione dei morti e dei salvataggi, significa che la vostra attività di prevenzione e di educazione porta a questi risultati». Di buon auspicio il suo commiato: «È un dovere essere qui, ma io vado e torno, invece qui c’è qualcuno che è e rimane ed è fondamentale che, chiusa la stagione estiva, la Sardegna rimanga eccezionale per i sardi per dodici mesi all’anno».
Un mare sicuro
Nel 2025, Mare e laghi sicuri ha tratto in salvo 1.485 persone, ha soccorso 435 unità da diporto e ha restituito alla libera fruizione oltre 500mila metri quadrati di spiagge e specchi d’acqua. A presentare la trentacinquesima edizione dell’operazione, il comandante generale del corpo delle capitanerie di porto, ammiraglio ispettore capo, capitano di vascello, Sergio Liardo: «Per inaugurare la nostra nuova campagna abbiamo scelto la Sardegna perché è la Regione che ha più coste d’Italia».
Alla cerimonia sono intervenuti anche il direttore marittimo del Nord Sardegna, capitano di vascello, Gianluca D’Agostino, la prefetta di Sassari, Grazia La Fauci, il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, e l’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, che ha detto: «Per una regione insulare come la Sardegna il mare è un elemento identitario, economico e sociale e la sicurezza della navigazione, la tutela delle persone in mare e la salvaguardia dell’ambiente marino sono valori che la Regione considera prioritari ma anche una sfida per assicurare diritti ed equità alla popolazione residente».
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