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Salvini annuncia un nome per l’Anac e liquida Romeo 

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La sorte di Massimiliano Romeo come capogruppo dei senatori della Lega sembra segnata anche se l’addio è rinviato di dieci giorni: è convocata il 17 novembre l’assemblea che deciderà se sfiduciare il capogruppo a Palazzo Madama. E anche Matteo Salvini fa intendere chiaramente che il suo contestatore sta per essere sfiduciato: «La maggioranza dei senatori mi sembra abbia un’idea chiara. Ma chiedete a loro», dice nella ressa dell’Eicma, il salone delle due ruote a Milano.

Il vicepremier resta concentrato sulla manovra. E ribadisce che le priorità non cambiano: difendere le pensioni con Quota 64, inviare più militari per Strade sicure e confermare il fondo affitto per i genitori separati. E inoltra annuncia che domani al Consiglio dei ministri proporrà un altro nome per la presidenza dell’Autorità anticorruzione, dopo il dietrofront del leghista Nuccio Altieri. E se l’opposizione esulta, Salvini lo difende: «Mi spiace, è una persona di assoluto livello e c’erano i requisiti». Chissà se la Lega riuscirà a strappare un'alternativa comunque vicina al partito ma meno divisiva. Per ora le crepe sono altre e tutte interne. Concentrate, nel breve, sul destino di Romeo, prima resa dei conti nel Carroccio. Nel mirino i “nordisti”, che da mesi martellano per ridare priorità al Nord e costruire una Lega federalista. Battaglia condivisa dai governatori Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, che poi si sono defilati lasciando in vista Romeo e il governatore lombardo Attilio Fontana. E il capogruppo potrebbe subire anche con il commissariamento della Lega lombarda, che guida dal 2024. Un'ipotesi non archiviata del tutto, sebbene Salvini l’abbia esclusa dall’ordine del giorno negando epurazioni e «stragi degli innocenti». Ma un segnale sui congressi lombardi l’ha dato: tutti sospesi tranne quello di Varese di oggi, non più rinviabile. Il sospetto è che nelle province della Lombardia dove pesa di più il calo di consensi, possano vincere candidati vicini alla fronda.

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