Dopo Pontida

Salvini: «Al congresso mi aspetto altre candidature»  

E dagli Usa Tajani si scusa per le sue frasi sulle donne: mai voluto offenderle 

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Ancora non ci sono una data e un luogo ma il congresso straordinario della Lega ci sarà, come ha annunciato da Pontida Matteo Salvini che punta a farlo «entro un mese al massimo, ho chiesto di fare in fretta». E magari, perché no, potrebbe essere a Milano, la sua città, «mi piacerebbe», dice.

Strategia

Il leader della Lega spiega la sua strategia al termine di un federale fiume durato quattro ore e dove non sarebbero mancate le tensioni, soprattutto nei confronti di chi ha rivendicato più potere al Nord. «Gli unici che proprio non possono chiedere più rappresentanza e più presenza sul territorio sono i lombardi, lo dico da lombardo - la stoccata di Salvini al termine della riunione - dovrebbero essere arrabbiate tutte le altre 19 regioni italiane, dovrebbero essere arrabbiati i veneti, i liguri, i toscani o i calabresi, perché su cinque ministri ci sono cinque ministri Lombardi». In presenza in via Bellerio nella sede del partito tra la fronda nordista ci sono il governatore lombardo Attilio Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, che lascia in anticipo per motivi personali. La riunione è convocata in presenza e quindi non possono partecipare Massimiliano Fedriga, per impegni istituzionali, e Luca Zaia, in partenza per l'Armenia per una missione del Consiglio regionale del Veneto, mentre Alberto Stefani, governatore del Veneto stava per arrivare ma ha avuto un incidente d'auto, per fortuna senza conseguenze.

La sfida

In attesa che venga definita la data e il luogo del congresso straordinario «conto e mi aspetto che si candidi qualcun altro» dice Salvini che però ci ha tenuto a spiegare che «il Consiglio federale mi ha ribadito all'unanimità dei presenti» che possono votare, non i governatori quindi «che sono ospiti, la fiducia nel mio ruolo di segretario». «Ma come ho detto domenica voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti i militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l'ultima parola», aggiunge. Lo ha scandito anche dal palco di Pontida il segretario che vuole «la fiducia della sua famiglia, alzata di mano per alzata di mano». Intanto il vicepremier guarda anche all'azione di governo e pungola l'esecutivo ad accelerare su temi come la sicurezza, «da troppo tempo stiamo chiedendo 10mila militari nelle strade, cosa che il Governo volendo può fare anche domani». E sulla riforma delle pensioni per superare la legge Fornero, «su questo in legge di bilancio non ci possono essere dubbi», sottolinea. Ora, avanti con la macchina del partito che dovrà stabilire modalità, data e luogo del congresso, «perché non siamo un partito di plastica». E comunque al congresso «si discuterà di tutto», assicura Salvini , «non sarà un congresso finto» ma poi bisognerà tornare ad «occuparci dei problemi degli italiani e non di polemiche interne ai partiti che interessano poco».

A New York

Intanto, a New York, a margine dell’assemblea delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri Antonio Tajani si scusa «con le donne che non ho mai voluto offendere». Scuse che arrivano dopo le polemiche legate alle sue dichiarazioni dal palco di "Itaca", la kermesse organizzata da Giuseppe Cangemi venerdì a Formello.

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