Lione.

Saluti nazisti e cori omofobi al corteo per Quentin 

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Lione. La marcia dell'estrema destra per Quentin, molto temuta per i possibili scontri con gruppi di antifascisti a Lione, si è conclusa nella serata di ieri senza incidenti, nonostante la palpabile tensione. Tanti slogan, con una prima parte del corteo, dove hanno sfilato in 3.200, che chiedeva «giustizia» per l’attivista nazionalista ucciso a 23 anni; nella seconda parte, invece, diversi manifestanti erano vestiti di nero e avevano il colto coperto con il passamontagna. Aggressivi gli slogan, soprattutto contro gli «antifa assassini».

Durante la marcia non sono mancati saluti nazisti, insulti razzisti e omofobi. La prefettura, che sporgerà denuncia nei confronti degli autori, ha reso noto che i gesti e le grida sono stati individuati nei video della manifestazione e postati sui social. «Conformemente alle istruzioni del ministro dell'Interno – ha detto il portavoce – gli episodi saranno segnalati al procuratore della Repubblica». I genitori di Quentin Deranque, pestato a morte una decina di giorni fa da giovani di gruppi violenti di estrema sinistra, avevano chiesto alla vigilia di non politicizzare la marcia. L'autorizzazione alla manifestazione era arrivata ieri, in extremis, e personalmente annunciata da Laurent Nunez, il ministro dell'Interno, che si era assunto la responsabilità dell'ordine pubblico rivendicando anche di voler proteggere «la libertà d'espressione».

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