Nazionale.

Salta Pirlo, Maldini e Leonardo lasciano 

I due dirigenti si sono dimessi dopo appena due settimane per la mancata intesa sul ct 
Juventus' coach Andrea Pirlo during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

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«Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana». Arriva ieri a metà mattina, dopo una notte insonne e tormentata, la resa di Andrea Pirlo: non sarà lui il nuovo ct degli Azzurri. E la decisione, di domenica sera, del presidente della Figc Giovanni Malagò ha portato a un altro clamoroso ribaltone: Paolo Maldini e Leonardo lasciano la Nazionale, dimettendosi appena 16 giorni dopo la nomina.

Per Pirlo, il sogno è sfumato dopo un weekend ricco di colpi di scena. È il modo in cui si è consumato questo piccolo dramma sportivo a lasciare l’amaro in bocca a uno dei protagonisti di quell’Italia che, nel 2006, alzò la Coppa del Mondo in Germania acclamato dai tifosi azzurri e osannato dai media internazionali.

Il dispiacere

Se il suo nome non fosse mai stato fatto, forse Pirlo ne avrebbe sofferto meno. Lo si capisce dallo sfogo sdegnato che lo stesso ex calciatore affida ai social. Aveva scritto un post poco dopo la mezzanotte, ma al mattino lo ha modificato ribadendo di aver «assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana» e di avere, nel corso della sua carriera in campo e in panchina, «svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto».

Pirlo ha dedicato un pensiero ai suoi ex compagni che lo avrebbero voluto sulla panchina: «Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano». Il tecnico ha anche ricevuto la solidarietà del figlio Nicolò: «Provo un’enorme amarezza, per il clima che si è creato attorno a una persona che ha sempre lasciato parlare il lavoro, senza cercare scorciatoie o consenso. Il rumore sembra contare più della competenza, del rispetto e dei valori».

L’ostacolo

Ad aver bloccato all’ultimo Pirlo è stato il caso Fonbet, colosso del betting in Russia e nell’area eurasiatica, con 4mila dipendenti e un giro d’affari da miliardi di rubli. Fa capo all’imprenditore russo Sergey Lomakin, proprietario di vari club calcistici tra cui il Pafos a Cipro, il Rodina Mosca e lo United Fc a Dubai, proprio il club allenato da Pirlo.

L’ex azzurro non è però l’unico ex calciatore italiano con contatti in Russia. L’anno scorso sollevò polemiche la scelta di Francesco Totti di partecipare a Mosca a un evento legato a sport e scommesse, ma anche Marco Materazzi andò in Russia, come ospite di uno sponsor.

Le opzioni

E ora, sfumato Pirlo, chi sarà a guidare l’Italia fra due mesi in Nations League? Con il «no» di Guardiola e Ancelotti, il favorito è di nuovo Roberto Mancini. Più staccato Antonio Conte, mentre le voci su Thiago Motta e Pioli non sembrano più attuali viste le dimissioni di Maldini e Leonardo. Giorgio Chiellini potrebbe essere il nuovo direttore tecnico.

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