Cep.

Salta la condotta, fiume in strada 

Perdita da venerdì in via Flavio Gioia: «Nessuno interviene» 

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Ancora un allagamento, l’ennesimo, in via Flavio Gioia. La condotta idrica è esplosa per l’ennesima volta venerdì e da allora un fiume d’acqua scorre indisturbato per decine di metri fino a riversarsi, con tanto di mini rapide, nella prima caditoia utile. Col risultato che la situazione peggiora giorno dopo giorno. Marciapiede impercorribile, pista ciclabile off-limits, parcheggi invasi dal fango e strisce pedonali ugualmente a mollo, con i malcapitati passanti costretti a transitare in strada tra le auto. Disagi pesanti, insomma, per non parlare dell’immane spreco d’acqua potabile.

Il problema

«I nostri tecnici stanno concordando con il Comune come intervenire», ha fatto sapere nella mattinata di ieri Abbanoa, precisando che il cedimento di via Gioia non è comunque collegato ai lavori sul famigerato collettore di via Vesalio (in corso a breve distanza) che sta creando non pochi imbarazzi e problemi al traffico da Pirri fino a Monserrato.

«Il problema in via Gioia è sempre lo stesso», chiarisce Abbanoa, «ci sono le transenne della Protezione civile perché dalle facciate dei palazzi cadono calcinacci: questo pericolo non consente di lavorare in sicurezza». Un’impasse che si trascina da lungo tempo. «Una situazione indecente alla quale vogliamo porre rimedio», assicura l’assessora comunale Anna Puddu (Salute e benessere delle cittadine e dei cittadini), «abbiamo infatti contattato Abbanoa per verificare la situazione e l’obiettivo è la messa in sicurezza attraverso il ripristino dei muri e dei cornicioni al fine di eliminare le transenne».

Le proteste

«Purtroppo al Cep non cambia nulla», si rammarica Mario Firinu, 80 anni, «il fiume d’acqua in via Flavio Gioia ha ripreso con foga ma nessuno se ne occupa, intanto una perdita fognaria all’altezza della fermata del Ctm va avanti da almeno due mesi e nessuno è ancora intervenuto». Anche in questo caso nell’indifferenza generale.

«Una situazione insostenibile», attacca il consigliere di minoranza Ferdinando Secchi (Lega – Anima di Sardegna), «perché non stiamo parlando di disagi passeggeri ma di un incubo quotidiano: strade allagate, puzza, transenne che diventano arredo urbano e residenti costretti a barricarsi in casa per non finire con i piedi nella melma».

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