Tortolì.

Saipem, nuovo contratto 

Accordo fatto dopo il no della Rsu dell’anno scorso: retribuzione migliore 

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Il dado è (quasi) tratto. Dopo una vita da metalmeccanici, per i 185 dipendenti dell’Intermare di Arbatax è imminente il passaggio al nuovo contratto Energia e Petrolio. Nell’incontro sindacale di mercoledì sono state gettate le basi per la migrazione contrattuale. Invero, un processo avviato la scorsa estate quando, però, la Rsu dell’epoca aveva rispedito al mittente la proposta. Una decisione fatale alla stessa rappresentanza sindacale che, pochi mesi dopo, è stata azzerata con decisione democratica (109 firme certificate). Sulle trattative sindacali per il passaggio al contratto Energia tra il management di Saipem e la nuova Rsu vige il massimo riserbo, così come sui contenuti del confronto dell’altro giorno: le parti mantengono il più stretto silenzio dopo un incontro ritenuto particolarmente significativo. Ma la sensazione generale è che la svolta sia dietro l’angolo.

La novità

Un nuovo appuntamento è previsto per martedì prossimo. Secondo quanto filtra, il confronto potrebbe rappresentare un passaggio decisivo, con la possibilità di giungere a un accordo di grande rilevanza, atteso da molti anni dai lavoratori. Fonti sindacali qualificate considerano il contratto nazionale Energia e Petrolio generalmente più vantaggioso rispetto a quello Metalmeccanici in termini di retribuzione base, benefit e inquadramento, posizionandosi come uno dei migliori contratti collettivi in Italia. Offre retribuzioni minime decisamente elevate.

Con il rinnovo 2025-2027, sono previsti aumenti complessivi di 330 euro sul trattamento economico complessivo. I minimi tabellari subiscono adeguamenti significativi nel corso del triennio (fino al 2027). Esempi di inquadramenti alti mostrano minimi che superano abbondantemente i 3.500 euro mensili. Pur avendo avuto rinnovi importanti, i minimi tabellari del contratto Metalmeccanici sono generalmente inferiori rispetto al settore energia, che storicamente paga meglio per ruoli equivalenti.

La vicenda

Nel 2020 ventuno dipendenti dell’Intermare avevano ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Milano chiedendo l’applicazione del contratto Energia e petrolio che avrebbe garantito loro «condizioni normative ed economiche di miglior favore». La giudice, Eleonora De Carlo, aveva respinto l’istanza.

Analogo risultato anche in appello. Dopodiché era stata la stessa azienda a mettere sul tavolo la proposta, respinta (giugno 2025) dalla Rsu in carica. Nei mesi successivi la rappresentanza sindacale è stata azzerata e chi ne ha raccolto l’eredità si è seduto al tavolo per fare sintesi e mettere nero su bianco l’accordo.

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