Dietro transenne e cancelli chiusi da oltre un anno, il sacrario militare di San Michele resta nel silenzio. Le bandiere non sono issate, l’accesso è bloccato dai lavori che coinvolgono le stanze sotterranee, e uno dei luoghi della memoria più significativi del cimitero cagliaritano, oggi può essere osservato solo dall’esterno. Anche il Ministero della Difesa sollecita un intervento di recupero per il complesso, per restituire alla città un luogo di memoria.
Monumento off limits
Il sacrario, progettato nel 1933 dall'architetto Cesare Valle e inaugurato nel 1940, custodisce le spoglie dei soldati caduti durante la Seconda guerra mondiale. Attorno al monumento trovano posto anche le aree dedicate ai militari inglesi e tedeschi. Poco distante, l’“Albero della Vita” ricorda invece le vittime civili dei bombardamenti del 1943 su Cagliari, a chiudere il cerchio di una memoria collettiva segnata dalla guerra.Tra le lapidi e i vialetti, anche i segni del tempo: una croce spezzata e rovesciata a terra resta come dettaglio silenzioso dell’abbandono che oggi accompagna il sacrario, chiuso e non visitabile.
Da oltre un anno, però, il complesso è interessato da lavori di ristrutturazione e l’area è stata dunque chiusa al pubblico. Tra i frequentatori c’è chi racconta di un luogo un tempo aperto e visitabile, diventato ormai da diverso tempo un’area sigillata. Dal Comune spiegano che il monumento è interessato da tempo da «gravi fenomeni di degrado», causati soprattutto dagli allagamenti della parte interrata, dalla mancanza di impermeabilizzazione dei solai dell’ipogeo e dal deterioramento delle finiture interne e degli impianti.
Il progetto
Gli interventi previsti comprendono il risanamento delle infiltrazioni, il consolidamento strutturale, il rinforzo della scala di accesso alle stanze sotterranee e il ripristino della copertura, oggi interessata da diversi dissesti. Per il restauro del monumento è previsto un finanziamento da 600mila euro. La progettazione sarà affidata a un gruppo composto da tecnici comunali e professionisti esterni specializzati. L’obiettivo è completare entro l’anno la fase progettuale e avviare successivamente la procedura di affidamento dei lavori all’impresa incaricata. L’intervento verrà portato avanti in collaborazione con il Ministero della Difesa. «Grazie a questa sinergia», spiegano dal Comune, «si confida di poter restituire quanto prima il Sacrario alla città».
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