L’emergenza.

Sabbia dalla cava per salvare il Poetto 

L’obiettivo è allargare l’arenile di 10-15 metri dalla Prima alla Quarta fermata 

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Per il momento un piano definito e definitivo non c’è. Ma per salvare il Poetto, dopo che il ciclone Harry ha quasi cancellato la spiaggia, il Comune studia una soluzione “morbida” per restituire ai cagliaritani parte dell’arenile che la mareggiata si è mangiato: un travaso di sabbia, da effettuare poco alla volta, dalla cava lungo la statale 125, che si trova sulla strada per Burcei, (già individuata nel primissimo progetto di contrasto all’erosione) verso la spiaggia dei Centomila. «Guai a parlare di un ripascimento», tiene a precisare il sindaco Massimo Zedda. «Non si tratta di un ripascimento ma di un conferimento di sabbia che potremo prendere da quella cava, dove si trova la stessa tipologia presente al Poetto, andando ad aggiungere così dieci-quindici metri, lo vedremo nel dettaglio quando il piano verrà definito», anche con l’assessorato regionale all’Ambiente, «nelle zone maggiormente colpite dove la mareggiata ha cancellato la spiaggia», aggiunge.

La soluzione

Quanta sabbia ci vorrà, in quali punti si lavorerà maggiormente, quanto tempo occorrerà, non è ancora chiaro. Due aspetti, però, sembrano abbastanza nitidi: l’idea è quella di trasportare la sabbia poco alla volta e distribuirla (ogni giorno?) durante le operazioni quotidiane di manutenzione dell’arenile, fino a ricreare la condizione originaria. O quasi. Secondo: qualunque sarà il metodo utilizzato, Massimo Zedda vuole andare veloce e «riconsegnare il Poetto nella sua bellezza per l’inizio della stagione», che in questo caso significa maggio, quando cioè Cagliari diventerà vetrina mondiale con le regate dell’America’s Cup e ospiterà in città migliaia di turisti da tutto il mondo. Ecco perché la riunione convocata d’urgenza mercoledì scorso con l’assessora regionale all’Ambiente Rosanna Laconi per cominciare a gestire il post-emergenza fissa alcuni step: rimozione della posidonia, pulizia dai detriti, selezione della sabbia depositata in strada e di quella finita negli stabilimenti, da riportare sulla spiaggia, risistemazione delle passerelle e rinforzo del sistema dunale che «dove è rimasto intatto», cioè non calpestato dai bagnanti incivili, «ha impedito all’acqua di passare e alla sabbia di non venire dispersa», spiega ancora Zedda.

Sabbia e detriti

Il lavoro è complesso: per il momento solo la sabbia dalla strada è stata portata via per subire un processo di caratterizzazione (più semplicemente un lavaggio da germi e batteri) ed essere poi riposizionata in spiaggia. Resta ancora quella che si è infilata, ed è tantissima, negli stabilimenti per la quale occorrerà affrontare lo stesso processo (e qui, essendo aree private, le operazioni si metteranno nella lista dei risarcimenti che la Regione ha già stanziato e il Comune sta predisponendo intanto con la modulistica necessaria). Contemporaneamente bisognerà liberare l’arenile dai detriti che il mare ha lasciato non solo al Poetto ma anche a Giorgino, Calamosca e Sant’Elia: plastica, vetro, pezzi di cemento di vecchie costruzioni, rifiuti di ogni genere. «Con mezzi leggerissimi ma anche a mano, dovremo liberare la sabbia dai detriti e separarli dalle conchiglie che andranno rimesse in mare», spiega ancora Zedda. «Per questo motivo dalla prossima settimana, quando il meteo dovrebbe essere più favorevole, cominceremo a lavorare per eliminare i detriti. E rivolgo anche un appello alle cittadine, ai cittadini e alle associazioni affinché chi può dia una mano per liberare il Poetto ma anche Calamosca e Giorgino dai detriti».

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