Ottana.

Saba libero, può tornare in Municipio 

Il Tribunale del riesame revoca gli arresti domiciliari al sindaco sospeso 

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Il sindaco rieletto di Ottana, ma formalmente sospeso, Franco Saba ritorna libero. E può rimettersi alla guida del Comune. Ieri mattina, il Tribunale del riesame di Sassari ha accolto l’appello cautelare sull’istanza di revoca degli arresti domiciliari presentata dai difensori di Franco Saba, gli avvocati Gianluigi Mastio e Nicola Satta, contro il diniego espresso qualche settimana dal Tribunale di Nuoro. Per il collegio dei giudici sassaresi, non sussisterebbero più le esigenze che avevano giustificato la misura cautelare. Così dovrebbero cadere anche gli effetti del decreto Severino, che disciplina la misura di prevenzione della sospensione di un amministratore condannato in primo grado o posto sotto misura cautelare. Presupposti che attualmente non riguardano più Saba.

Libero

Franco Saba, dopo essere stato per un mese anche in carcere, lascia dunque gli arresti domiciliari. Il primo cittadino è imputato, insieme a Fabrizio Porcu, all’epoca dei fatti consigliere comunale di maggioranza, nel processo per tentata concussione legato alle presunte pressioni esercitate su Enel Green Power per favorire l’assunzione di Porcu nell’ambito dei lavori per la realizzazione dell’impianto di accumulo a batterie Bess a Ottana. Processo che si sta già celebrando davanti al Tribunale collegiale di Nuoro, dopo il rinvio disposto nella prima udienza per un problema relativo alle notifiche alle persone offese, proseguirà a dicembre.

Il Comune di Ottana è attualmente retto dal commissario Giovanni Mario Basolu dopo la sentenza del Tar Sardegna che ha annullato le nomine del vicesindaco e degli assessori, adottate dal sindaco mentre si trovava agli arresti domiciliari. Una sentenza, quella amministrativa, che non annullava la convalida delle elezioni e nemmeno il permanere della sospensione del sindaco per la legge Severino.

Lo scenario

Ora però si apre uno nuovo scenario. Contro la sentenza che annullava i decreti di nomina della giunta, è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato da tutti gli assessori nominati da Saba, rappresentati dall’avvocato Antonello Rossi. Di fatto, però, la decadenza della misura cautelare, come una sentenza di non luogo a procedere o un’assoluzione, revoca i presupposti della misura di prevenzione come la sospensione adottata dalla Prefettura in forza della legge Severino. Lo prevede il sesto comma dell’articolo 11 della Severino stessa, che recita: «La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti dell’interessato venga meno l’efficacia della misura coercitiva».

Alla luce di questo Saba potrebbe tornare di nuovo in Comune, a meno di nuovi colpi di scena.

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