Ambiente

Sa Stiddiosa, un fiume di fango 

Il sindaco di Seulo chiede lo stato di calamità e il rilascio d’acqua dalla diga a monte 

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È uno scenario desolante quello del Flumendosa dove, dopo il nubifragio di Ferragosto, il fiume si mostra vestito di un inconsueto colore marrone che rischia di bloccare o quanto meno rallentare la stagione turistica nella zone della Barbagia di Seulo. Solamente un ricordo, le acque limpide delle piscine naturali di Is Caddaias, Arredelusu e Sa Stiddiosa, ora impraticabili a causa del fango che copre il corso d’acqua per svariati chilometri con il grido d’allarme del sindaco di Seulo Enrico Murgia e degli operatori turistici.

La mobilitazione

Dal municipio al centro del paese, il primo cittadino Murgia coordina la task force, fra continue telefonate alla Protezione civile regionale e all’assessorato all’Ambiente: «Il Flumendosa è un fiume morto, l’acqua va liberata dalla diga o il disastro sarà per decenni» sentenzia con in un misto fra rabbia e tristezza Murgia che guida la mobilitazione del territorio e formalizza la richiesta di stato di calamità naturale: «Non è caduta troppa pioggia, ma intensa e veloce; al fiume è arrivato fango. Ora serve una piena controllata da Bau Muggeris: abbiamo solo pochi giorni prima che i fondali siano sigillati per anni». La richiesta è stata inoltrata alla Regione e sembra che la stessa governatrice Alessandra Todde abbia chiesto a Enel di rilasciare acqua dall’invaso per ripulire il corso d’acqua.

I danni

Ingenti i danni con una stima che dal Comune quantificano fino a 6 milioni di euro: «A memoria d’uomo non si ricorda il Flumendosa in queste condizioni», scandisce Enrico Murgia che aggiunge: «Altri temporali in passato avevano trasportato sedimenti, ma l’equilibrio del fiume riusciva a smaltirli. Dal pomeriggio di Ferragosto la vita biologica del corso d’acqua è fortemente compromessa. Il fango si sta velocemente cementando, e soffoca le poche e preziose trote. Sopra l’acqua non volano più nemmeno le libellule: significa che la catena della vita si è spezzata alla radice».

E mentre snocciola i segnali del cambiamento climatico, con i fanghi ormai cementati dal caldo di queste ore. Murgia sentenzia: «Bisogna agire subito o sarà il disastro anche per i vicini comuni di Aritzo e Gadoni. Oltre alla piena controllata - precisa il sindaco - chiediamo il riconoscimento dello stato di calamità naturale e così un tavolo permanente con l’assessorato all’Ambiente, Forestas, Enas, Adis e il Corpo forestale per una mappatura idrogeologica e la messa in sicurezza della viabilità montana».

Le verifiche e le disdette

Immediati i sopralluoghi dei tecnici di Arpas e Protezione civile, presenti anche nelle scorse ore nel paese, mentre le attività ricettive fanno i conti con decine di disdette delle prenotazioni: «Abbiamo fin da subito avvisato i turisti che già avevano prenotato escursioni della difficile situazione che stiamo attraversando - commenta Giovanni Ghiani dell’Ecomuseo dell’Alto Flumendosa - ci stiamo attrezzando proponendo delle alternative, ma la stagione fluviale è ormai compromessa e siamo preoccupati per il futuro».Anche Patrizia Moi, dell’Hotel Miramonti traccia un bilancio complesso: «La delusione negli occhi dei turisti è un colpo al cuore. Vedere il nostro fiume colorato di marrone pure. Speriamo di venirne presto fuori, ripartendo più forti di prima».

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