La Pro Loco fuori dall’organizzazione de Sa Fest’e Sa Binnenna, a organizzare l’evento (in programma domenica 25 ottobre) sarà il Comune. È arrivata a un punto di non ritorno, la polemica tra l’amministrazione comunale e l’associazione che ha sempre curato il programma della sagra. E a una settimana dalla rassegna il botta e risposta tocca l’apice, con una lettera aperta firmata dalla consigliera comunale Franca Cicotto (Adesso Sardegna) a nome della Pro Loco, e la replica del sindaco Tomaso Locci. Che avvisa: «La manifestazione verrà portata avanti dal Comune: la festa si farà il 25 ottobre». E intanto puntualizza: «Chiedo ufficialmente le dimissioni dell’intero gruppo della Pro Loco», invitando tutti i soci, «a manifestare contro il gruppo dirigente».
La tradizione
La sagra, dunque, non verrà organizzata dalla Pro Loco: ad annunciarlo è la lettera aperta firmata da Cicotto a nome dell’associazione. La consigliera spiega di aver chiesto chiarimenti sull’iter seguito e sulle comunicazioni inviate dalla Pro Loco, rilevando come, nonostante le richieste al Comune, non sarebbero arrivate risposte utili per avviare la programmazione dell’evento. Nel testo si denuncia un silenzio che avrebbe impedito di procedere con l’organizzazione nei tempi necessari. La lettera richiama l’importanza della sagra per Monserrato, che, «per decenni ha rappresentato la tradizione contadina e vinicola del territorio». Identità che, secondo la Cicotto, sarebbe stata «spenta» dal silenzio dell’amministrazione.
Il calendario
Nonostante le comunicazioni inviate già a inizio anno, non sarebbe arrivata una definizione chiara del periodo in cui svolgere la sagra. La proposta di spostare l’evento a ottobre viene descritta, oltre che, «non adeguata alla festa», come difficilmente praticabile. «A metà ottobre la vendemmia è finita». La lettera si concentra infine sulla mancanza di confronto istituzionale: «Non si è ritenuto opportuno aprire un dibattito serio e tempestivo e oggi il danno è sotto gli occhi di tutti».
Botta e risposta
Al sindaco Tomaso Locci e all’assessora alla Cultura, Emanuela Stara, vengono dunque richieste delle spiegazioni: «Perché una manifestazione storica è scivolata verso la cancellazione? È Monserrato ad uscirne sconfitta: il legame con la propria storia, per chi la ama, non può passare in silenzio». A rispondere è il sindaco: «Questa lettera non è mai stata inviata né a me né all’assessora. E non ho mai ricevuto una chiamata dalla presidente nonostante l’abbia cercata più volte. L’unica comunicazione relativa alla festa è arrivata il 17 settembre, bocciata, e il 7 ottobre è stato mandato un programma dove si voleva ancora fare la manifestazione di mattina: sono trentaquattro anni che la facciamo la sera». La disorganizzazione e l’incapacità, avvisa, «hanno portato a questo. La manifestazione verrà portata avanti dal Comune: la festa si farà domenica 25 ottobre».
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